
E mi capita di rimanere invischiato in discussioni, qui nel mondo reale, che riguardano la mia produzione, anzi, secrezione nel web.
Ovviamente conosco de visu persone che mi leggono su Canemucca & Co. e non mancano di farmi sapere la loro.
Ovviamente non ce n’è uno che non aspetti il passo falso per porgerti un segno d’incoraggiamento, perlopiù sotto forma di calcinculo.
Ovviamente era uno stimolo a proseguire Mak.
Quasi sempre la critica (velata o meno) riguarda la “caduta di stile”, lo sconfinamento nel “cattivo gusto”, l’uscita “volgare”.
Non intraprendo neanche un abbozzo di disquisizione su chi sia afflitto dal concetto di “buon gusto” che considero pari alla scabbia canina.
Forse frequento le persone sbagliate, cioè quelle non condiscendenti (hehehe)
Oppure non mi accorgo di sfornare periodicamente delle cagate confuse nella cioccolata?
Credo che chi si trovi a leggere con una certa continuità e curiosità le mie cose, entri in sintonia con alcune di queste che più si accordano al suo sentire (quelle che definirà del “Vero Mak”) e meno, o molto meno, con altre (quelle che definirà del “Mak Che Ha Toppato”).
Purtroppo questo è il risultato del non avere un target di riferimento.
Scommetto che chiunque saprebbe dirmi con esattezza su cosa puntare con Canemucca, con Fly, con Rufus, per renderli… mmm… come dire… coerentemente accattivanti in modo costante.
A volte qualcuno non s’è risparmiato ’sto consiglio. In tutta buona fede, eh? E la buona fede è tutto. Merita almeno rispetto.
Fatto sta che il fenomeno blog è molto più legato ad una oscura ed inconscia espressività intestinale di quanto a prima vista sembri una finestra che si affaccia su pensieri organizzati e ordinati.
Anche i blog più “professionali” e distaccati dal “sè”, quelli che aggregano informazioni, se messi in controluce mostrano una filigrana di passioni, frustrazioni, ambizioni dell’autore, molto animali.
Quindi molto umane.
Ecco messo il punto: il blog (qualunque sia l’intenzione del blogger) non è un prodotto. Non può adeguarsi a logiche di vendita o di comunicazione.
Non ha senso parlare di target, di consenso, di share, di utenti.
Il blog è un servizio per un solo utente: il blogger.
Il blog soddisfa un groviglio di esigenze talmente inestricabile e personale che è impossibile trovi riscontro totale in un cluster di anime.
Capito questo, lo si smetterà di valutare come una confezione di Lindt.
Io voglio scriverlo sulla mia scatola ancora più chiaramente:
OCCHIO: non contiene cioccolatini. Son solo tanti pezzettini di Me…
M.
Update:
ho cambiato la frase finale, che la precedente m’hanno detto era di cattivo gusto ;)