Atticoon
Maggio 24th, 2008

Ieri, sono stato invitato ad una terrazzata. Non so se sia un neologismo inventato da Laura Scarpa (l’invitante) o se a Roma (il luogo) si dica così. In pratica un’amichevole riunione con buffet, appunto in terrazza.
L’occasione è data dai 30 anni di attività di Laura nel campo del fumetto (per cui sarà premiata l’indomani, a Ravenna mi sembra Reggio Emilia appunto).
Non solo tanto di cappello, ma in ginocchio. Tra le mie frequentazioni, rare, son davvero poche le persone che abbiano fatto qualcosa per 30 anni di seguito e con forza e amore.
A parte funzioni fisiologiche.
Comunque, quando mi comunica l’indirizzo, Laura mi dice: suonare Saudelli.
Lui? chiedo io.
Lui.
Ovviamente, vado, porgo le mie bottiglie, saluto chi conosco (due): la festeggiata e Alessio di Blue, poi riempio piattini e mi eclisso in zona laterale e deserta.
Ok, son lento a socializzare. Tipo l’enfant savauge di Truffaut.
Vi risparmio la serie di coincidenze che porterà a coagularsi attorno a quel tavolino solitario-con-candele, una serie di vecchie volpi del fumetto italiano che renderanno la mia serata magica. Incluso Franco Saudelli, che all’ingresso non avevo incrociato.
Dire che tutti si porgevano con assoluta curiosità ed empatia l’un l’altro può sembrare un’immagine da Amaro Averna, ma è stato così. Saudelli poi, di poche parole e con un’ironia anche solo negli sguardi candidi o in frasi apparentemente ingenue buttate lì, che mi faceva crepare.
Insomma mi son reso conto di aver sprecato tanto tempo, e quanto sarebbe stato meglio, e quanto mi avrebbe reso più felice, instradarmi in questo mondo ben prima.
Considerazioni dolciamare nell’ora e mezza di ritorno notturno in autostrada.
Ah, la scena nella vignetta è cronaca, non invenzione.
Ancora rido :)


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