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Disclaimer:
In alcuni post ho adottato linguaggio e immagini che potrebbero essere considerati
da qualcuno inopportuni e di cattivo gusto.
Eccheccazzo! dirà costui, giustamente...

Nella sidebar c'è l'elenco delle categorie secondo cui sono archiviati i post. Quelli nella categoria canimucchi son raccontini a fumetti in scroll verticale. Alcuni più lunghi, altri brevi, son l'uniche robe che val la pena sorbirsi.
Qui sotto i link per saltare direttamente ai canimucchi di questa pagina (così ci s'evita di leggere anche il resto che son materiali da perditempo).




post Un passo indietro

Marzo 5th, 2010

In effetti migrare dal web all’edicola potrebbe essere considerata da molti che hanno una certa visione della pubblicazione di contenuti nell’internèt, un passo avanti. Da altri, che hanno visione e proiezione diametralmente opposta, un passo indietro.

Potrei citare una miriade di fonti autorevoli a proposito del connubio carta stampata/web se leggessi di più ’sta roba, quindi niente.

In definitiva qualsiasi teoria e previsione la sceglierei in base alle mie sensazioni. Mi troverei d’accordo con quel che calza ai miei bisogni, al mio modo di vivere e utilizzare sia web che carta, quotidianamente. Irrinunciabilmente.

A volte mi interrogo su come vorrei le cose. Prodotti. Prodotti Per Me. E’ deformazione professionale unita a edonismo, oppure boh.
Il mio approccio è: “come lo vorresti se avessi la bacchetta magica?”.
Non mi chiedo mai “come lo faresti ?”. Fare è successivo.
Sintetizzando Hannibal L., si desidera ciò che si vede. Ma vedere e immaginare son la stessa cosa.
Forse, tirando questa volta in ballo il Cittadino K, si desidera ciò che si è visto in un remoto passato ed è divenuto immaginario.

Da ragazzino, molto piccolo, trovai per casa un fumetto particolare. Casa mia era piena di fumetti acquistati da genitori giovani, zii giovani, e non so chi altro giovane che bazzicava lì. Fidanzati di mia zia, sicuro. Una marea se ne succedevano.
‘Sti fumetti erano in giro assieme a giornali d’arredo, settimanali, e Rakam. In bagno c’erano sempre fumetti sullo sgabello, sulla lavatrice, nel mobiletto. I fumetti, perciò, mi erano abituali, neanche ci badavo più di tanto.
C’erano Diabolik, Tex, una valanga di Tex, qualche Zagor, pochi, Blek Macigno, Capitano Miki, Piccolo Ranger e altri così. Non me li filavo quei fumetti lì, non ancora. Io mi facevo comprare Topolino. Mi piacevano le storie di Paperino, manco a dirlo.
Rosebud.

Però, dicevo prima di perdermi, un giorno che non so collocare con esattezza cronologica, ma era estate e io ero Fottutamente Piccolo, trovai questo Alan Ford intitolato “La casa dei fantasmi”. Mai visto prima un Alan Ford in giro per casa.
All’inizio mi sembrò tipo Diabolik e stetti lì lì per mollarlo, però poi…
Di sicuro era una roba da Fidanzato di Zia, pallosa, ma mi catturò, mi fece ridere, mi fece paura, mi turbò sensualmente. Chi ha letto quel numero (magico) sa il perché di quelle sensazioni.
Chiesi allora a mia madre, tutto dovevo chiedere a lei per gli acquisti, se potesse comprarmi Alan Ford oltre il solito Topolino. Lei prima se lo lesse con attenzione, poi fece uhm, è un fumetto da grandi, ma io Sono Grande Màaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! Va bene, ma piantala.
Così, piccolissimo, iniziai a nutrirmi di questa musica che vedeva ogni quattro crome settimanali di paperino & co. una minima mensile di Alan Ford.
Dopo questa rivelazione, a leggere i miei fumetti sembra ovvia e lampante. La matrice intendo.

Ho raccontato questa storiella per diversi motivi. Uno è che fin dall’inizio, il mio inizio tre anni fa, in giro nel web leggevo il solito gioco del come. E’ come Pazienza, è come Pazienza una sega, neanche lo sfiora a Paz, è come Scozzari, no, questo qui sa disegnare. almeno un po’. E’ più come…
Al paesello dove vivo da anni, una volta, oggi non più, per inquadrarti gli anziani ti chiedevano “a chi apparteni?”. A chi sei figlio insomma, da quale famiglia discendi? Questo gli dava subito visione della tua filigrana in controluce.
Ecco, io appartengo a Paperino e Alan Ford.

Se avessi la bacchetta magica desidererei ritrovare in edicola qualcosa che mi dia di nuovo le sensazioni di allora. Ma dovrei usarla su me stesso, riportarmi vuoto e bambino. Fare un passo indietro, lunghissimo.
O in avanti, cercando di raggiungere qualcosa di immaginario e nuovo che a me, illusoriamente, appare ricordo.

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