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Eccheccazzo! dirà costui, giustamente...

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QUANDO fai la scrittura che NON disegni (quasi) MAI animali di superficie ma di più quelli del PROFONDO, è perchè finalmente INIZZI a vedere le cose coi tuoi VERI occhi. QUELLI di PAPERO, che ha nostalgia del cielo profondo ma si IMMERGE nel mare lontano. COsì che il LONTANO diventa a POCO a poco vicino ed il cielo, visto dall’acqua, diventa PIU’ sopportabbile. Il MARE quando c’è lo SPROFONDO, accoglie sempre con la sua COPERTA di acqua e SALE. Perché è questo CHE fa, il MARE. Ti tocca SEMPRE, la pelle, gli occhiuzzi, i buchi delle orecchie, lo SPAZZIO tra i diti dei piedi, gli angoli SPIEGAZZATI del cuore. E’ COSA di RITORNARE, sempre. Alla fine, PAPERO o essere UMANO, siamo sempre NATI nelle ACQUE di una MADRE. ciao da eNZO oggi un pò PALOMBARO
Commento di eNZO — Dicembre 26 2009 @ 12:18
Bellissimo. Come facevi a sapere che ne avevo bisogno? ;)
Commento di Lobo — Dicembre 26 2009 @ 12:50
Bellissimo post, anche per me 20000 leghe fu uno dei primi regali, mi stancai praticamente subito di leggerlo per riprenderlo anni dopo e godermelo per bene :)
*buona saturnalia in ritardo*
Commento di Maephis — Dicembre 26 2009 @ 13:14
anche per me è decisamente più immenso il mare, è infinito.
Commento di thuna — Dicembre 26 2009 @ 16:03
Ecco, vedi?
L’ho detto che ormai ci sei più de qua.
Tra l’altro, sai che la tua conclusione è praticamente un condensato, di più, il significato stesso del Tao?
Lo sai, lo sai.
Non che cambi un cazz, tutt’altro. La tua storia acquisisce così ancora più °profondità°…:)
Straordinario sempre, ma a me son proprio queste le cose che piacciono di più. Su ste robe qua sei fuori scala, per me.
Commento di Harlock — Dicembre 26 2009 @ 16:24
un poeta abissale ecco cosa sei
Commento di marcuzzo — Dicembre 26 2009 @ 16:35
Ho letto. Ho ascoltato.
Ho metabolizzato.
E ho scritto quello che avrei dovuto scrivere da tanto tempo nel mio ultimo post. Questa volta ho scritto de core, che la panza è meglio tenerla a digerire ’sti cenoni che altrimenti so’ razze amare per galleggiare su questo mare di naufraghi.
Commento di Hen — Dicembre 26 2009 @ 18:19
Che poi, a forza di scrollare con la rotellina del mouse, mi sembrava di scendere sempre più giù. Mica è poco.
P.S. Giusto per chiudere il discorso del post precedente. Al di là delle considerazioni fatte, io un mensile di Makkox lo comprerei subito, anche più volte al mese, se necessario.
Commento di Fam — Dicembre 26 2009 @ 21:51
Non so se lo hai mai fatto davvero, nuotare in apnea sfiorando il fondo con la pancia. Girarsi all’insù e vedere lo spessore dell’acqua. Le tue cose di mare, di mare sotto, mi hanno sempre colpito, toccato, quasi commosso, perché le sento emozioni mie e sono sempre stata orfana del non saperle rappresentare.
Grazie :)
Commento di giulia — Dicembre 26 2009 @ 22:23
@fam
ho letto tutte le tue considerazioni.
ci ho riflettuto e ci rifletto ancora.
il segno d’affetto e stima sottotraccia, da te, uno della prima ora, l’ho colto in pieno.
grazie :)
Commento di Makkox — Dicembre 26 2009 @ 22:23
Zhuangzi disse:
“Osserva come i pesci saltellano sull’acqua e poi si rituffano. Questo è ciò che ai pesci piace realmente!”
Huizi disse, “Tu non sei un pesce — come puoi sapere quello che piace ai pesci?”
Zhuangzi replicò, “Tu non sei me, quindi, come puoi sapere che io non so cosa piace ai pesci?”
Tu di certo lo sai cosa piace ai pesci…
Commento di JackieRobinson — Dicembre 27 2009 @ 15:31
caspita. l’ultima immersione è spettacolare.
se poi mi inizi a parlare di mare e abissi mi metto con il mento appoggiato sulle mani e i gomiti sul tavolo.
Commento di jiwaki — Dicembre 27 2009 @ 17:36
Sempre meglio Mak,
sempre meglio!!
Adoro il tuo modo di subli(mare) le linee, sembra un riassunto preciso, in rima, qualcosa che esplica ma allo stesso tempo intriga. Qualcosa di tacito, ma comunque definito, dove varrebbe la pena tuffarsi, esplorare, riportare in superfice quello che animi.
Ad averci mano, stile e sangue adeguati.
Un saluto
Salem
Commento di salem — Dicembre 28 2009 @ 04:18
La presente è per comunicarLe la presenza del vocabolo “spessimo”, ai più ignoto.
Con immensa stima, e ormai anche un po’ d’affetto.
Il suo affezionatissimo
Correttore di Bozze
Commento di Guglielmo — Dicembre 28 2009 @ 17:08
azz gugliè, certo che sei attentimo.
bra’
;)
(correggo)
tks
Commento di Makkox — Dicembre 28 2009 @ 17:31
Son davvero commoso da questo post.
Che poi, è così brutto chiamarlo post, meglio dire fumetto, no?
cioè è si un post, ma il fumetto che commuove.
insomma.
mi è piaciuto, e in questa confusione è qualcosa, no?
SP
Commento di studiopazzia — Dicembre 28 2009 @ 18:24
Qualche volta mi chiedono perchè mi piaccia tanto la subacquea.
Ora ho una risposta “grafica” da dare.
Grassie!
Commento di Ciuppy — Dicembre 29 2009 @ 13:37
mi stai facendo prendere la paura che qui su canemucca ci dai di scroll bello e invece su core per lo sbatto dell’adattamento invece no. perchè dillà nelle ultime due storie mi è mancata la sorpresa di scrollare e l’ampio respiro delle carrellate allingiù. però è anche vero che le storie non lo richedevano.
Commento di flaviano — Dicembre 29 2009 @ 15:38
è anche che su core provo cose diverse. terreno meno sicuro. sì, il pensiero dell’adattamento mi condiziona un po’, ma anche la carta (che ho in mente) è un po’ adattata al web. vediamo come funge.
Commento di Makkox — Dicembre 29 2009 @ 18:19
Un canemucco molto “profondo”. :)
La profondità del mare, il bianco del foglio, a me ricorrda la bara di DareDevil, la “camera a deprivazione sensoriale”, una sorta di isolamento dal mondo esterno, dove nel nulla si trova il tutto… o almeno quello che ci serve. ;)
Commento di Claudio — Dicembre 29 2009 @ 23:22
Bellerrima l’esecuzione e vera l’ispirazione. Bravissimo.
PS
non ti dico quale fu il mio primo libro che mi avvolse così senno’ mi perculi.
;)
Commento di manu — Dicembre 31 2009 @ 00:57
Manu, mo’ parli!
Commento di elia_pippi — Dicembre 31 2009 @ 07:06
può sembrare una sviolinata… forse inconsciamente lo è
una di quelle cose che ha fatto girare le palle a Gipi (ma in fondo voi campate anche di questo… di chi vi gratifica il lavoro, con gridolini entusiastici e pacche di incoraggiamento… soldini sotto banco, no? ehehe)
però Mark questo tuo canemucco m’è piaciuto proprio assai assai (e ora lo condivido pure su face)
perchè mi hai riportato di colpo a quella sensazione che da ragazzino mi pigliava ogni qualvolta beccavo qualche perla cartacea, finendo con l’immergermi dentro naso, faccia e collo senza respiro fin quando non arrivavo all’ultima parola che segnava la fine del racconto…
e poi quella voglia di metter su carta parole e scarabocchi (qualcosina in più la sapevo fare ma c’ho perso la mano da una vita) che rappresentassero tutto quello che mi aveva colpito ed emozionato di quel libro…
bravo bravo bravo
(e ora sgancia un disegno autografato che tutte queste lodi non si danno mica aggratis :D )
Commento di orsopapi - Angelo — Dicembre 31 2009 @ 07:30
bellissimo. e senza colori! :) ecco bravo, ora capisci come pratt che la tua strada è molto giapp… segno e parole iconemi credo si potrebbe dire, segni mi piace di più.
e vuoti
bravo maestro zen, colpiti e affondati!
grazie
ps io lo lessi a letto con la tonsillite
Commento di lascarpa — Dicembre 31 2009 @ 08:48
@orso
in effetti hai rievocato un particolare perduto nel mio passato. Quando leggevo un libro particolarmente suggestivo (per me), ne disegnavo continuamente, così, accazzo, personaggi, cose, situazioni. Idem con un bel film. Con una roba “racconto”, insomma.
oggi meno. qualcosa ho perso.
PS
che poi le parole di gipi in quell’intervista su animals m’anno sucitato una riflessione che ho espresso in un intervista su scuola di fumetto.
non una risposta, occhio! solo considerazioni mie abbastanza generali su una nevrosi tipica dei blogger creativi.
@laura
sì, è uno dei modi in cui si può suonare, ed è anche molto economico (se lo suoni BENE). economico nel senso letterale, perché, a monte, ne costa assai di fatica.
il bn mi piace, ma perde quel tocco infantile e ingenuo che gli dà il mio colorare e che (abbinato al mio modo di raccontare un po’ deluso) crea un contrasto dolceamaro che adoro.
la tonsillite alla tua tenera età? sei ‘na ragazzina, sempre detto.
Commento di Makkox — Dicembre 31 2009 @ 09:25
bravo, non aggiungo altro.
Commento di mastro pagliaro — Dicembre 31 2009 @ 11:10
ciao, io animals lo leggo in ritardo perchè non vivo in italia. mi faccio mettere da parte alcune riviste poi quando a natale vengo me le leggo tutte in 2 giorni, rido, piango, mangio pasticcini etc..
volevo solo dirti che la storia pubblicata sul numero di ottobre mi ha colpito. si, insomma, devastante ma bellissima.
Commento di luca — Dicembre 31 2009 @ 15:57
mak sei rinco? lo lessi 20000 leghe sotto i mari con la tonsillite, a 11 anni! a te ti leggo con vecchie tonsille cispose ma più sane delle tue di ’sti tempi, HA!
Commento di lascarpa — Gennaio 1 2010 @ 15:13
ops, avevo capito nulla, laura :)
Credevo ti riferissi al canemucco!
Commento di Makkox — Gennaio 1 2010 @ 16:00
Splendida Riflessione di fine anno. E tanto per ampliare il discorso,citando Lao Tzu:
“la vera utilità delle cose risiede nel loro vuoto” Tao Te Ching
Commento di Niki Giada — Gennaio 1 2010 @ 17:05
…”Dopo nove giorni, ho liberato il cavallo
perchè il deserto era diventato mare.
C’erano alberi ed uccelli e rocce e cose,
c’era sabbia, colline e catene di montagne.
L’oceano è un deserto con la sua vita sommersa
ed una maschera perfetta sopra
Sotto la città c’è un cuore fatto di terra
…”
a horse with no name - america
mi fan pensare allo stesso modo
Commento di ArcA — Gennaio 1 2010 @ 18:07
@elia, manco sotto tortura.
Commento di manu — Gennaio 1 2010 @ 23:57
You are THE fucking maestro!!!!
I’m still checking your posts :P
Commento di Luis Escorial — Gennaio 7 2010 @ 17:20
Awesome.
(Thanks to Luis’ tumblr, I had overlooked this one).
Commento di Roberto — Gennaio 7 2010 @ 17:41
Nel bianco,
la profondità.
Commento di Ciliegia — Gennaio 18 2010 @ 01:49