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Disclaimer:
In alcuni post ho adottato linguaggio e immagini che potrebbero essere considerati
da qualcuno inopportuni e di cattivo gusto.
Eccheccazzo! dirà costui, giustamente...

  
  


post Un passo indietro

Marzo 5th, 2010

Archiviato in: Scritti apocrifi

In effetti migrare dal web all’edicola potrebbe essere considerata da molti che hanno una certa visione della pubblicazione di contenuti nell’internèt, un passo avanti. Da altri, che hanno visione e proiezione diametralmente opposta, un passo indietro.

Potrei citare una miriade di fonti autorevoli a proposito del connubio carta stampata/web se leggessi di più ’sta roba, quindi niente.

In definitiva qualsiasi teoria e previsione la sceglierei in base alle mie sensazioni. Mi troverei d’accordo con quel che calza ai miei bisogni, al mio modo di vivere e utilizzare sia web che carta, quotidianamente. Irrinunciabilmente.

A volte mi interrogo su come vorrei le cose. Prodotti. Prodotti Per Me. E’ deformazione professionale unita a edonismo, oppure boh.
Il mio approccio è: “come lo vorresti se avessi la bacchetta magica?”.
Non mi chiedo mai “come lo faresti ?”. Fare è successivo.
Sintetizzando Hannibal L., si desidera ciò che si vede. Ma vedere e immaginare son la stessa cosa.
Forse, tirando questa volta in ballo il Cittadino K, si desidera ciò che si è visto in un remoto passato ed è divenuto immaginario.

Da ragazzino, molto piccolo, trovai per casa un fumetto particolare. Casa mia era piena di fumetti acquistati da genitori giovani, zii giovani, e non so chi altro giovane che bazzicava lì. Fidanzati di mia zia, sicuro. Una marea se ne succedevano.
‘Sti fumetti erano in giro assieme a giornali d’arredo, settimanali, e Rakam. In bagno c’erano sempre fumetti sullo sgabello, sulla lavatrice, nel mobiletto. I fumetti, perciò, mi erano abituali, neanche ci badavo più di tanto.
C’erano Diabolik, Tex, una valanga di Tex, qualche Zagor, pochi, Blek Macigno, Capitano Miki, Piccolo Ranger e altri così. Non me li filavo quei fumetti lì, non ancora. Io mi facevo comprare Topolino. Mi piacevano le storie di Paperino, manco a dirlo.
Rosebud.

Però, dicevo prima di perdermi, un giorno che non so collocare con esattezza cronologica, ma era estate e io ero Fottutamente Piccolo, trovai questo Alan Ford intitolato “La casa dei fantasmi”. Mai visto prima un Alan Ford in giro per casa.
All’inizio mi sembrò tipo Diabolik e stetti lì lì per mollarlo, però poi…
Di sicuro era una roba da Fidanzato di Zia, pallosa, ma mi catturò, mi fece ridere, mi fece paura, mi turbò sensualmente. Chi ha letto quel numero (magico) sa il perché di quelle sensazioni.
Chiesi allora a mia madre, tutto dovevo chiedere a lei per gli acquisti, se potesse comprarmi Alan Ford oltre il solito Topolino. Lei prima se lo lesse con attenzione, poi fece uhm, è un fumetto da grandi, ma io Sono Grande Màaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! Va bene, ma piantala.
Così, piccolissimo, iniziai a nutrirmi di questa musica che vedeva ogni quattro crome settimanali di paperino & co. una minima mensile di Alan Ford.
Dopo questa rivelazione, a leggere i miei fumetti sembra ovvia e lampante. La matrice intendo.

Ho raccontato questa storiella per diversi motivi. Uno è che fin dall’inizio, il mio inizio tre anni fa, in giro nel web leggevo il solito gioco del come. E’ come Pazienza, è come Pazienza una sega, neanche lo sfiora a Paz, è come Scozzari, no, questo qui sa disegnare. almeno un po’. E’ più come…
Al paesello dove vivo da anni, una volta, oggi non più, per inquadrarti gli anziani ti chiedevano “a chi apparteni?”. A chi sei figlio insomma, da quale famiglia discendi? Questo gli dava subito visione della tua filigrana in controluce.
Ecco, io appartengo a Paperino e Alan Ford.

Se avessi la bacchetta magica desidererei ritrovare in edicola qualcosa che mi dia di nuovo le sensazioni di allora. Ma dovrei usarla su me stesso, riportarmi vuoto e bambino. Fare un passo indietro, lunghissimo.
O in avanti, cercando di raggiungere qualcosa di immaginario e nuovo che a me, illusoriamente, appare ricordo.

www.canemucco.com


Occhio:
I commenti sono soggetti a moderazione. Nel senso che al primo commento che postate ovunque su canemucca.com, devo inserire personalmente il vostro indirizzo email nel database dei "Buoni". Fatto questo non avrete più 'sta rottura di palle. Purtroppo è un sistema necessario ad evitare spam e spaccimm' ;)

53 commenti »

  1. Eppure la prima volta che ho visto le tue cose ho pensato “Pazienza!” (non nel senso del sostantivo)

    Commento di Ted — Marzo 5 2010 @ 09:34

  2. Bella calligrafia, maestro.

    Commento di Mic — Marzo 5 2010 @ 09:36

  3. Io penso che l’avventuroso accostamento che alcuni - compreso forse il sottoscritto - hanno fatto tra te e Pazienza, non sia tanto un accostamento legato al “come”, quanto piuttosto al “perché”.
    La prima roba tua che ho letto in assoluto fu una storia sul vecchio blog, in cui parlavi della tua infanzia a giocare in giardino con le galline. Aldilà del fatto che tu stesso ti rappresentavi come una sorta di giovane Pompeo - esteticamente, dico. e io allora certo non potevo sapere che sei UGUALE a Pompeo - sembrava quasi che tu fossi bravo a raccontare e te ne fregassi, non so se. Il primo impatto mio infatti fu - lo ammetto - cazzo fa questo qua SUL WEB? Compresi poi. Sono persuaso del fatto che se Paz avesse avuto vent’anni oggi, avrebbe inondato la rete di roba sua, anziché rivolgersi a questo o quell’altro editore. Avrebbe dato sfogo alla sua incontenibile creatività e rotto un (bel) po’ di culi attraverso il 2.0.

    L’accostamento che tu fai con Alan Ford invece, lo sento molto vicino non tanto PER Alan Ford in sè, che nella mia formazione non ha avuto tutto sto peso - quando lo leggevo io erano già arrivati in Italia ia Cartoni Giapponesi e per un bel po’ non ce ne fu più per nessuno - quanto per un discorso oserei dire costitutivo. Un manifesto. Alan Ford è stato infatti la prima dimostrazione - in Italia - che anche con i “giornaletti” si potevano spaccare culi e parlare di attualità e di viscere. Non nelle riviste contenitore, non nella “letteratura disegnata”, non nel volume rilegato in pelle umana 50×70 vergato col sangue dall’Autore. Ma nei giornaletti. Insomma un veicolo pop per temi hardcore - ti ricorda qualcosa?:) - travestiti da fumetto avvventurosgrottesco.
    Non è affatto un caso come tu stesso ammetti che il Canemucco esca - quando uscirà - con QUEL formato e QUELLA foliazione e QUELLA rilegatura.
    E’ un po’ ricordo e un po’ visione, per l’appunto :)

    Commento di Harlock — Marzo 5 2010 @ 09:51

  4. Il primo Alan Ford lo lessi nel 1975. Trovai diversi numeri sotto il letto di un ragazzo della comunità.Dove svolgevo il servizio civile. Lo stesso ragazzo che per rallegrare la casa con dei poster, pensò bene di rubarli ad una edicola. Ricordo che rimasi sorpreso dalla lettura di quei fumetti. Ma come mai li abbiamo letti tutti da qualcun’altro?

    Commento di mamborso — Marzo 5 2010 @ 10:12

  5. @ted
    quando vidi le prime cose di Paz, ed erano davvero molto “prime”, pensai: Moebius!
    Poi, quando lessi l’ultima storia di Pazienza, pensai: Magnus!
    Ovvio che leggendo qualsiasi cosa di Pazienza, tra quei due estremi di nudità, non si possa che pensare: Pazienza!

    @harlok
    il formato del canemucco è più grande e più snobbino (plastificazione opaca della cop., carta decente, tutto colore), ma il resto l’hai colto in pieno. Rifare Alan Ford è una cazzata, come lo sarebbe poggiare una pietra migliare con inciso II al miglio XII, però, come giustamente dici, se ne può cogliere un certo spirito, una certa voglia di raccontare Avventure all’italiana pop-maniera, con un pizzico di sottotesto, ma propio un sospetto eh!

    @mambo
    li abbiamo scoperti da altri perché AF fu un successo “dal basso”. Si diffuse per contagio. Al numero 4 (quello che cito nel mio pezzo quissù) rischiava di chiudere per quanto andava male. Poi il bum. Quindi molti di noi lettori si beccarono la malattia da qualcun altro. Penso.

    Commento di Makkox — Marzo 5 2010 @ 10:29

  6. Che infatti oggi sta roba qua sarebbe quasi impossibile. Nessuno và quasi più a casa di nessuno e tutti in casa a smanettare su Facebook. E se si va, è per la serata Grande Fratello e sti “contagi” positivi si rischiano molto meno. Purtroppo.
    Il tasso di serendipità che la rete ci ha regalato l’ha rubato alla vita vera, è un fatto. Per questo il web è ancora più importante, ha raccolto un’eredità vitale e spirituale - senza volerlo - e ha a sto punto la responsabilità morale rimanere vivo e attivo, altrimenti sarà la fine.

    Eh ? Che ho detto?

    Commento di Harlock — Marzo 5 2010 @ 10:42

  7. Aspé, ho scritto va con l’accento?
    Lo sapevo, è la fine.

    Commento di Harlock — Marzo 5 2010 @ 10:44

  8. Ho sempre avuto timore di certi paragoni. Devo ammettere che anch’io, appena Makkox è sbarcato sul web, ho pensato a Pazienza ma non ho mai osato dirlo perché penso che l’accostamento possa diventare una specie di maledizione. Da un lato si fa un complimento e dall’altro si dice: “vabbé, eccone un altro che si rifà a Pazienza”. Tra qualche anno, vedendo i fumetti pubblicati su schermi virtuali in un network che oggi neanche ci sogniamo da un giovane autore capace di raccontare il suo tempo, diremo: Makkox! E per lui sarà una maledizione.
    E allora lo dico oggi: Makkox!

    Commento di Fam — Marzo 5 2010 @ 11:39

  9. ola,
    seguo i tuoi proliferanti blog da tempi immemori, da quando era ancora solo uno, ma per qualche oscuro motivo non ho mai postato. i miei commenti inquinano già troppi blog fummetofili =)

    approfitto di questo per farti un in bocca al lupo per la carta, in culo alla balena no che ce ne vorrebbe troppa. appena ricarico la poste pay mi abbono all’abbonamento piu’ chip (del resto ho la poste pay…).

    quando c’è uno bravo Pazienza esce sempre fuori. secondo me l’unica cosa che vi accomuna è un determinato utilizzo musicale del linguaggio e delle parole. e un approccio di pancia.

    per il resto, lui era pippo e te paperino, lui giovane e te giovanile =)

    Commento di KoKo — Marzo 5 2010 @ 11:49

  10. [MARZULLO MODE]

    Ma tu, ti senti più COME Magnus, o come Bunker ? ;-)

    E Alan Ford, per te, sono i primi (esageriamo) 100 numeri, o tutto quanto ?

    E ora gran finale ! Max Bunker: l’uomo che ha creato Alan Ford, o quello che lo ha distrutto ? (da ricollegare alla domanda n. 1 )

    [/MARZULLO MODE]

    Commento di mmorselli — Marzo 5 2010 @ 12:47

  11. @fam
    hai detto una gran bella cosa :)

    @koko
    mi piace. mi vedo.

    @marzullo

    ho capito la domanda, ma nessuno dei due mi calza. Non ho l’ossessione per la precisione e il dettaglio di Magnus, né la sua cura. Lo adoro, eh! Non scrivo come Bunker, neanche ambisco. Mi piace molto di più la scrittura di Magnus, per dire, quella de Lo Sconosciuto, ad esempio. Ma neanche tento di imitarla.
    vabè, non ho risposto un cazzo.

    AF per me sono i primi 60 o giudilì.
    come KP, anche quello sono i primi 59.
    Mi piacciono le serie non mini, ma che terminano. Anche quelle TV.
    Tragedie. Commedie. è lo stesso.

    Be’
    per quanto possa aver fatto male, Secchi ha fatto troppo bene. Almeno a me. Bastino i supereroi della Corno, Eureka, La compagnia della forca, AF etc.
    e molta merda anche, sì. ma la merda è fisiologica. se stai fermo e morto, non ne produrrai sicuro mai.
    ho capito cosa intendi con la distruzione di AF.
    un consulente di marketing, interpellato all’epoca, gli avrebbe mostrato il banale diagramma de Ciclo di Vita di un Prodotto. Basta una cazzata così per avere consapevolezza e previsione.
    Alcune cose vanno lasciate morire di morte naturale. o ti tirano nella fossa con loro.

    Commento di Makkox — Marzo 5 2010 @ 13:49

  12. tu sai.

    Commento di m@nu — Marzo 5 2010 @ 14:10

  13. Quando il modno era giovane, e il mio blog viveva ancora senza affliggersi nello sconforto, scrissi un post sulle mie ascendenze fumettistiche (e tu mi lasciasti qualche commento).
    A me AF mai è piaciuto, e quando lo rileggo, e capita, lo trovo invecchiato d’un male che metà basta.
    Ma Magnus, ah, Magnus.
    Su quelle pagine di carta pessima i suoi neri meravigliosi risaltavano e sfolgoravano, fatti sì in fretta e furia per pagarsi il pane, ma mai tirati via.
    E quando ha potuto fare le cose che amava, con i tempi suoi, e scrivendosele anche, che cose belle ha fatto.
    Come Magnus non ce ne sono stati mai più, in Italia.
    Almeno fino a maggio, poi bisogna vedere.

    Commento di Heike — Marzo 5 2010 @ 14:50

  14. Murco, ma è INUTILE questa pprecisazzione, perché da paperino hai PRESo il PAPERo e da ALANFORD l’arte di TRUFFARE il prossimo, eh già. si.
    ciao da eNZO

    Commento di eNZO — Marzo 5 2010 @ 15:40

  15. Per me la stessa cosa accadde con un numero di Satanik “La prova del nove” con in copertina la rossa in bikini sdraiata sua un tavolo da gioco. Mi madre mi aveva dato 150 lire per il giornalino e io avevo comprato Satanik per il viaggio in treno al paesello natio. La sconsiderata si rese conto del fattaccio solo nello scompartimento a seguito degli sguardi di disapprovazione di quelle serpi degli altri viaggiatori. Però non successe granchè, lo nascose nel borsone e lo riebbi a casa. Ce l’ho ancora quel numero… Chi non ricorda il numero di Alan che citi? Magnus non sapeva fare le mani (non parliamo dei cavalli…) ma le gambe gli riuscivano benissimo…

    Commento di ciorven — Marzo 5 2010 @ 20:08

  16. Anche dalle mie parti i vecchi di paese ti chiedono: “Figlio di chi sei?”

    Commento di fabristol — Marzo 6 2010 @ 13:38

  17. Anche qui si chiede accu apparteni. ma io preferisco “u cielu mi iccò e a terra m’apparò″ (il cielo mi ha gettato e la terra mi ha accolto).

    Commento di mamborso — Marzo 6 2010 @ 17:09

  18. ihih… x 1 vOlta concoRdo con eNZO AHAHA

    per me un poco paperino e nulla alanford (che Magnus lo scoprii tardi, insomma poi) @ciorven verrai ucciso da toffolo per aver detto la cagata su come maguns disegnava le mani, ehhheh! (mi sa che questo pezzo di incontro lo linkeremo su animals (il blog)).
    ma quante storia del corrierino e il giornaletto nel suo insieme amo… mi dicevano ieri che forse animals è figlio del corrierino infatti!
    ma bello mak, se stai tra paperino e alanford sarai un grande: usala ’sta bacchetta! :)

    Commento di lascarpa — Marzo 7 2010 @ 16:39

  19. …Magnus non sapeva fare le mani e i cavalli…

    ???

    hai letto il Texone? mi sa di no. ;)

    Commento di m@nu — Marzo 8 2010 @ 12:46

  20. Tutti leggevamo Alan Ford. Tutti abbiamo visto Goldrake e Capitain Harlock. E vedevamo le stesse pubblicità di Carosello. E a tutti noi (noi anagraficamente) faceva impressione la mano insanguinata della BAronessa di Carini. E A come Andromeda.

    Alla fine ti viene da pensare che la nostra generazione aveva qualche cosa di speciale se ci rispecchiamo tutti nelle stesse vecchie visioni.
    Invece la verità è che vedevamo tutti le stesse 4 cagate. Perché altro non c’era.

    Commento di Enrico — Marzo 8 2010 @ 13:54

  21. Vedi alle volte i casi (a parte la comune appartenenza), l’altro giorno in libreria mi è capitata per le mani una cosa di moebius e ho pensato “ammazza il primo paz quanto gli deve”, e fin qua è scontato.
    Ma proprio ieri vedevo su repubblica alcuni pezzi di Astarte, e mi è subito venuto in mente l’ultimo Magnus, quello del texone.

    Commento di vic — Marzo 8 2010 @ 15:39

  22. @vic
    E S A T T A M E N T E

    (non sai le mazzate che mi son dovuto dare con li fumettari quando discutevo del magnus nascosto dentro il paz. che poi non era una roba di sminuire. In Astarte è macroscopico, ma c’è sempre stato)

    Commento di Makkox — Marzo 8 2010 @ 16:07

  23. Devo ammettere che un certo paragone l’ho fatto anch’io:
    Le prime volte che lessi Pazienza l’effetto quasi immediato fu “azz, questo è davvero inimitabile”, non so se sia stato a sua volta influenzato o abbia preso spunto da altri fumettisti o disegnatori, ma ad ogni modo per quel poco che ne so (forse troppo poco) credo che il risultato finale di queste influenze, se davvero ce ne siano state, sia questo: la non imitabilità. Forse non in tutto ciò che ha disegnato, ma complessivamente e in certi suoi fumetti credo che Paz non si possa, perchè semplicemente non si riuscirebbe ad imitare.

    La prima volta che ho letto i tuoi fumetti è stato su Animals (Helpin’ Darwin), da lì mi sono incuriosita e navigando nel web ti ho trovato qui. Beh, per quel poco che ne so non mi ci è voluto molto per pensare ” questo makkox non si riuscirebbe ad imitare, è unico nel suo genere, come lo era Paz.”

    Commento di Amelie — Marzo 9 2010 @ 14:25

  24. ah, così, per farvi rabbia eperché la vecchiezza abbia uno scopo: li ho visti disegnare insieme, tutto un pomeriggio, alla libreria di alessandro di bologna. Poi a cena dove presi la peggiore ciucca della mia vita, ma proprio la peggio, alla mia destra erano essi.
    così.
    cicci cicca ha un senso inevecchiare! , no, non perché li ho visti, per dirlo ora :)

    Commento di lascarpa — Marzo 10 2010 @ 14:17

  25. …e tutti questi momenti andranno perduti nel tempo.
    come lacrime nella pioggia.

    Commento di Makkox — Marzo 10 2010 @ 15:10

  26. Ciao. Avviso tutti i fan di questo blog ed il suo auore, che sabato, all’interno del programma radiofonico “Garage ermetico” (garagermetico.blogspot.com), nella pillola settimanale Bookmarks si parlerà di Canemucca.
    Se siete curiosi potrete ascoltare il programma dall’una di pomeriggio in poi all’indirizzo www.radiokairos.it

    Ciao a tutti.

    Commento di Claudio — Marzo 11 2010 @ 01:33

  27. azz…
    e questa la devo dire a mammà.
    grazie claudio, grande onore.

    Commento di Makkox — Marzo 12 2010 @ 08:56

  28. no.. su carta no..
    ma perchè ci si vende tutti?
    non avete la pagnotta? oltre alla grazia di creare certe cose, pure i soldi volete?
    mapporcaputtana

    Commento di Luca — Marzo 14 2010 @ 23:49

  29. soldi? hehehe
    -soldi-

    fidati sulla parola: è solo curiosità e divertimento e sfida.
    e sperare di non rimetterceli, i soldi.
    dammi credito. in senso figurato intendo, non che devi farmi un vaglia.
    :)

    Commento di Makkox — Marzo 15 2010 @ 03:35

  30. bene, allora regalami un abbonamento!
    volendo seguire l’idea del web potresti produrre un unico pezzo di carta!!
    “buona mattina edicolante, mi dia un rotolo di makkox!”

    Commento di Luca — Marzo 23 2010 @ 02:06

  31. Luca e che problema c’è?
    Quando io pubblico nel web a costo zero, ne ricevo, nei commenti, negli accessi, una gratificazione grande.
    Guarda, la paragonerei al ricevere del sesso orale, ma virtuale.
    bello.

    Ora, volentieri io ti regalo un abbonamento al canemucco, che è cosa reale, tangibile…

    Scommetto che ci accordiamo, dai.

    ;)

    Commento di Makkox — Marzo 23 2010 @ 07:26

  32. ma secondo me, hanno solo paura che li abbandoni dal web! ;) io infatti ti voglio di più (qui e lì), non altrove (da qui a lì) :)

    Commento di lascarpa — Marzo 23 2010 @ 08:56

  33. non posso che sti giorni ho la tonsillite..

    ..è che se scrollo su un albo, mi sa che si strappano le pagine!

    Commento di Luca — Marzo 23 2010 @ 16:23

  34. Luca, ho scritto diversi commenti prima di questo, però poi ho cambiato idea e ti scrivo semplicemente questo: mica ti capisco.

    Commento di ReCaliscetta — Marzo 23 2010 @ 18:37

  35. Si, vabbè, Alan Ford, Magnus, Paz, eccetera, tutto per togliere l’attenzione dal problema vero. Un mensile a fumetti da 100 pagine non è mettere su carta la propria ispirazione, o non sarebbe mensile, o non avrebbe 100 pagine. Il blog sul web produce sempre il meglio del meglio, perchè arriva quando arriva e le tavole sono pronte quando sono pronte, le storie poi, capita pure che non finiscano mai, perchè il finale perfetto è tale solo quando si scrive da solo. Prova a farlo in edicola un “vemme doppio” senza il finale, se te lo passano ;-)

    La paura che questo sforzo intestinale tolga spazio ai lampi a cui ci siamo abituati è legittima. Il fumetto comunque lo comprerò, se lo troverò in edicola. Sono curioso, e poi un “numero uno” della prima tiratura si vende sempre bene sulle bancarelle, una volta esaurito :-)))))))

    … almeno con Alan Ford era così !

    Commento di mmorselli — Marzo 23 2010 @ 18:56

  36. … Vabbè dai, colpa la pigrizia non avevo letto tutto… ho fatto l’aiuontobilive, ora sono PazZi tuoi, se non arrivi a 6 numeri ti spezzo le braccine ;-)

    Commento di mmorselli — Marzo 23 2010 @ 19:04

  37. Mh, giusto per ricordare che è sempre cosa buona e giusta: vorrei far tornare alla mente un po’ a tutti che, il più delle volte, i grandi capolavori di solito sono stati fatti semplicemente per guadagnare dei soldi per poi poter andare a comprarsi il pane.

    Commento di ReCaliscetta — Marzo 24 2010 @ 14:14

  38. bravo ReCaliscetta… da giotto a caravggio a moebius magnu e gipi… siamo tutti stimolati dalla fame, ma anche dla fatto che l’arte è un lavoro, è manuale (pure col computer) è fatica, è avere l’ispirazione perché c’è tanta espirazione eed essere punzicati da una scadenza crea nuove idee, che sia per denaro o solo per dovere o promessa o carta bianca.

    Commento di lascarpa — Aprile 4 2010 @ 17:22

  39. che poi c’ho ’sta sensazione d’essere come sul G212 col Torino, e le montagne lì intorno a fare le montagne e noi a ridacchiare e farci gli scherzi.
    makko ha come una calotta di capelli finti sul capoccione che pare rivera, da dietro, e alla consolle c’è un paperopilota.
    però non c’è il muraglione di superga, e le toccate di palle sono inutili, il canemucco compirà una curva in alto e poi il resto è volo.
    però è utile lo stesso mettersi lì a soffiare forte al momento del decollo, e continuare ad alternare fffffffh e sorrisi.

    parlo io che sono sul numero 2 e ancora non ho fatto l’abbonamento.

    era per dire che son contento di esserci e che sarà una bella partita.

    io che di calcio ci capisco un cacchio.

    E.

    Commento di Estebans — Aprile 6 2010 @ 19:54

  40. Salve, nonostante la mia assidua frequentazione del blog è la prima che scrivo.
    Sinceramente non capisco la delusione che si percipisce per la pubblicazione cartacea di canemucco.
    Certo che la scommessa che makkox si accinge a fare è un bel passo nel buio, potrebbe essere una delusione come no, ma solo per il fatto che sente di farlo merita credito (morale), in generale le iniziative al giorno d’oggi meritano sostegno.
    In secondo luogo, non sò voi, ma il piacere di avere in mano “l’oggetto” canemucco sarà per me un’emozione…
    le storie raccontate a son di pixel prenderanno la forma di inchiostro su carta.
    Personalmente ho già fatto spazio nella mia libreria per l’esclusiva serie…
    Saluti ,
    mementom

    Commento di Mementom — Aprile 10 2010 @ 12:59

  41. ah dimenticavo, una domanda tecnica:
    per chi ha fatto l’abbonamento, la cassetta delle lettere si riempirà in quale giorno?

    Commento di Mementom — Aprile 10 2010 @ 13:02

  42. ah dimenticavo, una domanda tecnica:
    per chi ha fatto l’abbonamento, in che giorno si riempirà la cassetta delle lettere?

    Commento di Mementom — Aprile 10 2010 @ 13:02

  43. Mi sembra che la cosa che sfugge ad alcuni, sia che il Canemucco è solo UNA parte del makpiano per la conquista del mondo.
    Mi sembra che nessuno abbia detto che una volta uscito il canemucco spariranno le storie qua sopra o quelle per coreingrapho o. Non si cambia nemmeno medium - non è un’operazione “furba” insomma - si cambia solo format. Sempre fumetto rimane, via web o via carta.
    La sensazione che ho io, invece, è che qualcuno si senta defraudato di qualcosa. Come se prima Makkox fosse quasi un prezioso segreto da condividere con pochi amici, quasi facenti parte di una confraternita via web (più di una community, per dire). Ora che invece si passa alla carta si teme lo sdoganamento e il successo planetario e il tradimento degli accoliti della rete. Quelli che lo leggevano da “prima”. E’ una sindrome umana e comprensibile, per carità.
    Ma non succederà nè una cosa, nè l’altra. fidatevi.
    Mak stesso sa bene che le storie per il web e quelle per la carta rispondono a due urgenze creative differenti, almeno per ora. L’una non è in grado di escludere l’altra. L’altra non è in grado di sminuire l’una.
    Immaginatevi un musicista che fa dischi ma sente anche la necessità di suonare unplugged. Il web è simile al suonare dal vivo, hai gli umori, il fiato del pubblico addosso, puoi percepire subito e senza filtri la qualità della risposta. E’ una cosa di cui nessun musicista può fare a meno.
    L’edicola è più come fare i dischi, ci vuole più tempo per capire come tira il vento e può pure capitare che un album venda da dio e il successivo vada di merda.
    Ma in fondo una cosa non esisterebbe senza l’altra, si alimentano a vicenda, letteralmente.

    Commento di Harlock — Aprile 13 2010 @ 08:14

  44. @harlo
    amen, fratello. hai espresso perfettamente Tutto.

    Commento di Makkox — Aprile 13 2010 @ 09:12

  45. Intanto in edicola c’è (prima che ce lo aspettassimo… gasp!) a Milano, almeno, che un amico mi scrive: Canemucco trovato! Già mi piace. Finalmente c’è chi scrive STORIE!”
    e pensao che ora arriva una cosa in più. Che sul web dopo il primo stress di iper-lavotro ci tornerà, con le sue storie che slittano i giù, e che invece su carta (ora lo vedrete davvero) è lui, ma è un’altra cosa…e non perché sono un po’ l’editore, o che ci partecipo o che l’ho traviato io alla carta (non solo io certo), ma è bello, è nuovo è “corraggioso” (;) MAk) ma nemmeno troppo: è intelligente! ma non ti scorda do web :)
    ah chi passa napoli venga il sabato alle 12 al castello con i canimucchi schierati, il mak e altri, tipo Recchioni e Sofi e Coniglio e bibite buone e matite in mano e parole in bocca!

    Commento di lascarpa — Aprile 29 2010 @ 08:47

  46. ma a casa quando arriva?

    Commento di eve — Aprile 29 2010 @ 10:24

  47. Provo una critica, che come tale risulta criticabile. Il Canemucco è patinato, ma non troppo, e ciò è positivo. Il formato è carino. Ha una storia lunghina e questo mi interessa. La storia è scritta molto bene e disegnata con capacità e questo è molto positivo. La storia non credo di averla capita completamente e questo mi intriga. La storia è una storia forte, fatta di narrazione, di contemporaneità, di trovate azzeccate, insomma una buona storia. Gli scritti alla fine sono buonini. Le parole e i pensieri dei racconti sono un pò troppo fighetti, tolgono un pò di grinta a tutto il libretto, forse non servivano. Gli appunti di lascarpa sono interessanti, specie le prime due paginette. Insomma a me sto canemucco è in fondo piaciuto, credo sia migliorabile, ma dimostra una certa “possenza” che in edicola io non ho di recente trovato. Poi che ci sia un pò di Pazienza, un pò di GIPI, un pò di quello che volete, sinceramente mi sembra del tutto indifferente, poiché non si vive fuori del mondo e questo sinceramente è un bene. Voto 8 (complessivo).

    Commento di roberto — Maggio 4 2010 @ 16:48

  48. Allora: arrivato. In due parole:

    A) la storia è disegnata al solito benissimo, i dialoghi sono eccezionali… ma finisce troppo improvvisamente, tant’e'vero che SPERO sia solo la prima puntata. Alcune cose infatti non sono affatto chiare, e a differenza del commento precedente, a me il non capire qualcosa in una trama non intriga affatto :-) Diciamo insomma che il fumetto è al solito stupendo, ma finisce troppo presto :)

    B) i racconti di contorno sono, tranne tre (”La linea bianca”, “Anna” e “Che mi” - tutti e tre carini), dellle emerite boiate. L’ultimo, in particolare, l’ho riletto quattro volte, perché non riuscivo a capacitarmi di quanto leggessi. Alla fine ho concluso che è semplicemente una raccolta di frasi a caso, tipo il “Lorem ipsum” delle prove tipografiche :)

    Canemucco: bene, bravo, 7+ ma per favore, levati di torno gli pseudointellettuali!

    Commento di Angelo — Maggio 15 2010 @ 18:26

  49. Ciao!
    Ti scrivo per dirti che i tuoi fumetti, o canimucchi, mi fanno davvero cagare!
    Ciao

    Gabri

    Commento di Gabriele — Luglio 2 2010 @ 12:06

  50. tranquillo, caga pure.

    Commento di Makkox — Luglio 2 2010 @ 12:22

  51. Ma perchè a me non fanno effetto ? Uffa !

    In questi tempi di crisi lo stress è forte, e la regolarità intestinale ne soffre… Cercavo appunto qualcosa che riducesse le mie sedute sulla tazza, ma sto fumetto, o canemucco qui, me le allunga… azz…

    Commento di mmorselli — Luglio 2 2010 @ 13:30

  52. Bello scoprire un blog con questi contenuti, questo spessore… Non sono un grande intenditore di fumetti, anche se, da piccolino, ne ho letti a tonnellate. Alan Ford: avevo qualche numero che girava per casa. Da profano, mi piacevano quei contrasti bianco/nero, e quella sensazione di “vinile” che c’era ovunque: di cosa erano fatti i capelli dei personaggi? Nylon?
    Amavo i fumetti della Marvel. Mi piaceva Tex. E ricordo certe domeniche mattina passate nel mio letto a leggere Hugo Pratt - le sue storie sul Far West.
    Ci ripasso, e magari cerco anche Canemucco - avevo già visto da qualche parte i tuoi disegni, e ora so di chi sono.
    Ciao,
    Paolo

    Commento di Paolo — Ottobre 23 2010 @ 09:40

  53. Ho visto ieri sera i tuoi lavori da Prodezze Fuori Area…l’uso che fai dei colori mi ha lasciata particolarmente colpita, volevo solo complimentarmi.
    Spero, in futuro, di poter vedere altri lavori (magari alla mostra di fumetti del Forte Prenestino - http://crack.forteprenestino.net - )

    Commento di Marcella — Marzo 7 2011 @ 13:07

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