Mi telefona un amico. Un amico d’infanzia che non sentivo da mille anni.
Ha una cosa che m’interessa e me ne propone l’acquisto. Gliene sono grato: è una cosa che avevo, poi ho perso, e desideravo da sempre riavere.
Poi parliamo. Lui mi racconta cose, periodi mancanti della sua vita nei miei file.
Qualcosa di quello che racconta di sè, con gran autoironia (come ricordavo di lui), mi fa ridere e amareggiare allo stesso tempo. Ah, e mi spara in testa una scena, che ovviamente disegno.
Ho preso un bonus da questa transazione fortuita, a sua insaputa.
Non se ne avrà ;)
M.
La cosa che ho acquistato è “La Compagnia della Forca”, originale.
…che vi stavate facendo venire un ictus, vè?
…e quindi la terra è mia e ci pianto pure il merluzzo (mi diceva sempre da piccolo, mamma) così questo post avrà riferimenti che capiranno al massimo in 4 o 5, ma cheffà?
Ecco che mi trovo a rileggere i commenti al post precedente (che poi son più suggerimenti o spunti di riflessione) e ragiono.
Dice Wallyci che realizzo sempre delle bellissime “prime puntate” a cui non dò seguito per esaurita spinta creativa (insomma, mi annoia completare quel che sembra già ben avviato);
dice Tanoka che forse le diverse puntate degli Outing sono dovute alla mancanza di un progetto: erano tutte improvvisazioni;
dice Iscariota che forse nelle “prime puntate” esprimo già tutto quel che mi interessa, e il resto sarebbe strascico;
Ma che cazzo ne sapete voi di me?! (direbbe un altro)
Invece come solo le cose vere ammettono, ogni osservazione è vera.
Il che significa che sono una mente semplice e trasparente (e che questi amici di tastiera sono persone sveglie).
Continuo ad interrogarmi sul blog, su quale necessità soddisfi questa droga nella mia vita. M’escono sempre risposte troppo articolate e tutte abbastanza simili che danzano intorno alla parola “riscatto”. Anche qui tante risposte, nessuna più valida dell’altra.
Di sicuro canemucca è una valvola di sfogo che si attiva nei tempi di sfrido della vita reale, e da un pertugio così non esce mai roba ordinata. Perciò, meglio che non m’illuda di poter dare prospettiva e bella forma ai miei post.
Come dicono un pò tutti, è preferibile andar avanti divertendosi senza tanti programmi.
Soluzione “singolare” ma sbagliata. La vera formula composita per la felicità del blogger (o almeno di uno come me) infine l’ho trovata, ma non voglio annoiarvi oltre e rimando la spiegazione al prossimo post.
M.
(fine prima parte)