Canemucca.com 2.0 è un blog coi fumetti, ma non sui fumetti. Deriva da una precedente esperienza, e si propone di continuare a sperimentare l'integrazione tra web e scrittura disegnata. Esiste anche uno sketchbook su Tumblr dove posto le cazzatelle che qui non trovano spazio. Se poi volete perder tempo a capire meglio 'sto blog: cerco di spiegarlo qui.
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Occhio:
I commenti sono soggetti a moderazione. Nel senso che al primo commento che postate ovunque su canemucca.com, devo inserire personalmente il vostro indirizzo email nel database dei "Buoni". Fatto questo non avrete più 'sta rottura di palle. Purtroppo è un sistema necessario ad evitare spam e spaccimm' ;)
un altro gran passo in avanti nella strada che hai intrapreso, la costruzione narrativa sempre più elaborata… e poi quella del nano è una perla… ed è incredibile considerando che stava dentro una cozza!
Oddio, spero di non essere quello che guardava da lontano pensando di non aprir bocca e che poi ha aperto bocca ed è stato preso in giro da entrambi gli schieramenti..
a volte mi sento come in una commedia di Beckett.. (questo Beckett)
Divertendomi da matti ho letto tutto d’un fiato, non centellinando e quindi perdendomi sicuramente parecchi particolari.. ma quelli li guardo con calma più tardi.
Quasi tutti occupati per commentarti, oggi, o c’è per caso una sorta di… blando silenzio punitivo? Vabbè, cosa te lo chiedo a fare. Non puoi saperlo. Non ancora ;o)
Torno a rileggere, aspettando che M2 metta nel blog il quiz del giovedì.. anche se so già che non ce la posso fare a indovinare…
favolosoooooo! cmq, ancora una volta questo post conferma il fatto che chi ha scritto certe cose sul tuo conto non capisce un cazzo :) poi cancella anche il mio commento per eliminare qualunque traccia! lascia i complimenti per la storia, ovviamente :)
C’è questa persona che conosco che regolarmente capita di turno in pronto soccorso. Ogni tanto mi dice che è tornato quello o quell’altro con un nuovo oggetto infilato erroneamente dove non batte il sole. Ne parla come di clienti affezionati, o perlomeno abituali.
Senza voler approfondire il reale disagio dietro questo comportamento che diventa autolesionistico, mi incuriosiscono le scuse addotte per spiegare “l’incidente”. Il più delle volte è “Ci sono caduto sopra”, “Mi ci sono seduto per sbaglio”. C’è tanto dramma umano dietro queste scuse puerili, ma risultano comunque tragicamente umoristiche.
L’idea iniziale era quella di descrivere l’intricatissima storia raccontata dal padrone del canarino per spiegare come era finito dove era finito.
Come al solito, scrivo e disegno contemporaneamente. Non mi riesce bene pianificare le due cose ed eseguirle separatamente. Questo provoca un curioso effetto: comincio a scrivere avendo in mente una trama, mi fermo e faccio il primo disegno. Mentre disegno, influenzato anche dal tratto (o chissà per quale motivo) ho tempo per pensare, e la la trama si modifica leggermente, o cambia addirittura direzione. Ecco che la storia diventa un continuo divagare.
Questa formula è atipica, e forse deleteria per storie più lunghe e articolate. Chissa?
Agire seguendo l’ispirazione del momento è un buon sistema o produce risultati troppo effimeri per essere notevoli?
Sono uno che rende meglio nell’improvvisazione. Questo me l’hanno detto molti con cui ho avuto a che fare. Altrimenti risulto legnoso e innaturale.
Abbi occhio svelto, mano ferma, piè veloce. Ma 4 su 10 dai il mignolino del piede* nello stipite della porta. Altre 4 su 10 ti trovi in salumeria ed eri uscito per la crema antiemorroidi. Le ultime 2 su dieci però, ti siedi, le guardi e pensi “potevo progettarle per un anno intero, ma non sarebbero mai uscite così”.
Confido nell’esperienza per riuscire a portare da 2 a 3 le cose davvero buone. Spero a scapito di quelle botte di mignolino* che un istintivo come me è costretto comunque a mettere in conto.
Ciao, Mak
*Il nome corretto per il mignolino del piede è minolo o mellino. Mi fa ridere. Per completezza, ve li scrivo tutti in ordine dal pollicione: alluce o I° dito, illice, trillice, pondolo, minolo o mellino. Scommetto che se vado in pronto soccorso e gli dico che mi si è rotto il pondolo, mi indicano l’orologioio all’angolo.
Non saprei come articolare un vero complimento…beh, potrei dire che sei un Joyce del fumetto! Che sia improvvisazione o meno non conta visto che il risultato è estremamente coinvolgente :)
Io alla cosa dei giorni scorsi continuo a preferire ad esempio l’outgoing su eriadan che era geniale e pungente, ma tant’è: anche questa è passata. La storia di oggi mi ricorda una sacco di racconti fatti a un mio amico volontario in ambulanza; per la serie a volte la realtà supera la fantasia. Spero sempre di avere un po ‘di tempo per recuperare un po ‘di lettura arretrata dei tuoi post-rotoloni :) effalli un po’ più corti cazzo! (no, scherzo, allunga allunga che tanto sono coinvolgenti e così fatti si leggono di un bene…)
Commento di L'Orso Ciccione — Aprile 19 2007 @ 14:37
occhei, alla fine ho recuperato tutti gli arretrati che avevo da leggere… almeno la rissa da cortile a qualcosa è servita… non ero indietro come pensavo, sono i tuoi striscioni che fan sembrare che hai indietro tipo il Signore degli Anelli da leggere. Quella di oggi è forse una delle tue migliori, anche se quella di Paperopoli rimane la mia preferita.
Commento di L'Orso Ciccione — Aprile 19 2007 @ 16:58
Mmh… io interpretavo tutte le parti. L’importante è die krieg… il resto non è divertente.
navigando ho trovato un post in cui, dopo aver ironicamente parlato del mio profilo personale, dichiari di essere stato preso da orticaria è un modo un pò strano di fare, neanche mi conosci
Commento di Giulianissima — Aprile 20 2007 @ 15:31
AAAAARGH! Giulianissima! SCHERZAVO! SCHERZAVO! SCHERZAVO! SCHERZAVO su tutto!
…non sull’orticaria però!
(e poi, neanche tu conosci me, quindi chettefrega? ;-)
Non ti curar di lor, ma guarda e passa. Come disse quel mio amico napoletano al semaforo.
Ciao, Mak
PS la mia e tutt’invidia, abbi solo pena per uno come me, che non sa che ad un brunch di presentazione dell’ultimo workshop di Bellajella (la nota casa stilistica alternativamente andata a fuoco e investita da inondazioni questi ultimi anni) NON PUOI mettere il calzino corto in filo col sabò di Giorgio Della Vacca (che ha spostato la sua lavorazione manifatturiera di calzature in India, dove letteramente lo a-do-ra-no).
Divertentissima striscia, una delle tue che mi hanno fatto ridere di più! Cosa si mette col sabò di Giorgio Della Vacca?
Commento di lisadagliocchiblu — Aprile 20 2007 @ 16:18
Mak, certo che stai riscuotendo un successone via l’altro! tra poco ti nomineranno Uomo-Simpatia 2007. “…ATTENZIONE ATTENZIONE, C’E’ UN PAZZO CONTROMANO IN AUTOSTRADA!” “…uno? a me sembrano centinaia!” :-)
un altro gran passo in avanti nella strada che hai intrapreso, la costruzione narrativa sempre più elaborata…
e poi quella del nano è una perla… ed è incredibile considerando che stava dentro una cozza!
Commento di madmac — Aprile 18 2007 @ 22:39
Ieri la ROma ha vinto!
Che CULO!
…
ops…
Commento di Zak — Aprile 19 2007 @ 07:13
Oddio, spero di non essere quello che guardava da lontano pensando di non aprir bocca e che poi ha aperto bocca ed è stato preso in giro da entrambi gli schieramenti..
a volte mi sento come in una commedia di Beckett.. (questo Beckett)
Commento di M.2 — Aprile 19 2007 @ 10:50
Divertendomi da matti ho letto tutto d’un fiato, non centellinando e quindi perdendomi sicuramente parecchi particolari.. ma quelli li guardo con calma più tardi.
Quasi tutti occupati per commentarti, oggi, o c’è per caso una sorta di… blando silenzio punitivo? Vabbè, cosa te lo chiedo a fare. Non puoi saperlo. Non ancora ;o)
Torno a rileggere, aspettando che M2 metta nel blog il quiz del giovedì.. anche se so già che non ce la posso fare a indovinare…
Ciao :-)
Commento di Skiribilla — Aprile 19 2007 @ 11:44
favolosoooooo!
cmq, ancora una volta questo post conferma il fatto che chi ha scritto certe cose sul tuo conto non capisce un cazzo :)
poi cancella anche il mio commento per eliminare qualunque traccia!
lascia i complimenti per la storia, ovviamente :)
Commento di Albo — Aprile 19 2007 @ 11:47
C’è questa persona che conosco che regolarmente capita di turno in pronto soccorso.
Ogni tanto mi dice che è tornato quello o quell’altro con un nuovo oggetto infilato erroneamente dove non batte il sole.
Ne parla come di clienti affezionati, o perlomeno abituali.
Senza voler approfondire il reale disagio dietro questo comportamento che diventa autolesionistico, mi incuriosiscono le scuse addotte per spiegare “l’incidente”.
Il più delle volte è “Ci sono caduto sopra”, “Mi ci sono seduto per sbaglio”.
C’è tanto dramma umano dietro queste scuse puerili, ma risultano comunque tragicamente umoristiche.
L’idea iniziale era quella di descrivere l’intricatissima storia raccontata dal padrone del canarino per spiegare come era finito dove era finito.
Come al solito, scrivo e disegno contemporaneamente. Non mi riesce bene pianificare le due cose ed eseguirle separatamente.
Questo provoca un curioso effetto: comincio a scrivere avendo in mente una trama, mi fermo e faccio il primo disegno.
Mentre disegno, influenzato anche dal tratto (o chissà per quale motivo) ho tempo per pensare, e la la trama si modifica leggermente, o cambia addirittura direzione.
Ecco che la storia diventa un continuo divagare.
Questa formula è atipica, e forse deleteria per storie più lunghe e articolate.
Chissa?
Agire seguendo l’ispirazione del momento è un buon sistema o produce risultati troppo effimeri per essere notevoli?
Sono uno che rende meglio nell’improvvisazione. Questo me l’hanno detto molti con cui ho avuto a che fare. Altrimenti risulto legnoso e innaturale.
Abbi occhio svelto, mano ferma, piè veloce.
Ma 4 su 10 dai il mignolino del piede* nello stipite della porta.
Altre 4 su 10 ti trovi in salumeria ed eri uscito per la crema antiemorroidi.
Le ultime 2 su dieci però, ti siedi, le guardi e pensi “potevo progettarle per un anno intero, ma non sarebbero mai uscite così”.
Confido nell’esperienza per riuscire a portare da 2 a 3 le cose davvero buone. Spero a scapito di quelle botte di mignolino* che un istintivo come me è costretto comunque a mettere in conto.
Ciao, Mak
*Il nome corretto per il mignolino del piede è minolo o mellino. Mi fa ridere.
Per completezza, ve li scrivo tutti in ordine dal pollicione: alluce o I° dito, illice, trillice, pondolo, minolo o mellino.
Scommetto che se vado in pronto soccorso e gli dico che mi si è rotto il pondolo, mi indicano l’orologioio all’angolo.
Commento di Chris Osmoz — Aprile 19 2007 @ 12:39
Non saprei come articolare un vero complimento…beh, potrei dire che sei un Joyce del fumetto! Che sia improvvisazione o meno non conta visto che il risultato è estremamente coinvolgente :)
Commento di Arioch — Aprile 19 2007 @ 13:21
Io alla cosa dei giorni scorsi continuo a preferire ad esempio l’outgoing su eriadan che era geniale e pungente, ma tant’è: anche questa è passata.
La storia di oggi mi ricorda una sacco di racconti fatti a un mio amico volontario in ambulanza; per la serie a volte la realtà supera la fantasia.
Spero sempre di avere un po ‘di tempo per recuperare un po ‘di lettura arretrata dei tuoi post-rotoloni :) effalli un po’ più corti cazzo! (no, scherzo, allunga allunga che tanto sono coinvolgenti e così fatti si leggono di un bene…)
Commento di L'Orso Ciccione — Aprile 19 2007 @ 14:37
ci sto dentro
una cifra.
rodo
Commento di filippo — Aprile 19 2007 @ 14:46
occhei, alla fine ho recuperato tutti gli arretrati che avevo da leggere… almeno la rissa da cortile a qualcosa è servita… non ero indietro come pensavo, sono i tuoi striscioni che fan sembrare che hai indietro tipo il Signore degli Anelli da leggere.
Quella di oggi è forse una delle tue migliori, anche se quella di Paperopoli rimane la mia preferita.
Commento di L'Orso Ciccione — Aprile 19 2007 @ 16:58
Mmh… io interpretavo tutte le parti. L’importante è die krieg… il resto non è divertente.
Commento di jakaiser — Aprile 19 2007 @ 17:06
Per leggere senza dover scorrere di continuo la pagina quanti monitor mi consigli di impilare, 15 o 37?
Commento di Vaz — Aprile 20 2007 @ 09:48
Vaz, una domanda… ma quando leggi un libro strappi le pagine e le metti una in fila all’altra?… hehehe
elia_pippi
Commento di Anonymous — Aprile 20 2007 @ 10:22
navigando ho trovato un post in cui, dopo aver ironicamente parlato del mio profilo personale, dichiari di essere stato preso da orticaria
è un modo un pò strano di fare, neanche mi conosci
Commento di Giulianissima — Aprile 20 2007 @ 15:31
AAAAARGH!
Giulianissima!
SCHERZAVO! SCHERZAVO! SCHERZAVO!
SCHERZAVO su tutto!
…non sull’orticaria però!
(e poi, neanche tu conosci me, quindi chettefrega? ;-)
Non ti curar di lor, ma guarda e passa.
Come disse quel mio amico napoletano al semaforo.
Ciao, Mak
PS
la mia e tutt’invidia,
abbi solo pena per uno come me, che non sa che ad un brunch di presentazione dell’ultimo workshop di Bellajella (la nota casa stilistica alternativamente andata a fuoco e investita da inondazioni questi ultimi anni) NON PUOI mettere il calzino corto in filo col sabò di Giorgio Della Vacca (che ha spostato la sua lavorazione manifatturiera di calzature in India, dove letteramente lo a-do-ra-no).
Commento di makkox — Aprile 20 2007 @ 15:54
Divertentissima striscia, una delle tue che mi hanno fatto ridere di più!
Cosa si mette col sabò di Giorgio Della Vacca?
Commento di lisadagliocchiblu — Aprile 20 2007 @ 16:18
Mak, certo che stai riscuotendo un successone via l’altro! tra poco ti nomineranno Uomo-Simpatia 2007.
“…ATTENZIONE ATTENZIONE, C’E’ UN PAZZO CONTROMANO IN AUTOSTRADA!”
“…uno? a me sembrano centinaia!”
:-)
Commento di wallyci — Aprile 20 2007 @ 16:22