Disegno Fallace
Settembre 6th, 2007

Non mi piace il cliché che si sta venendo a creare sui gay. C’è un visibile percorso di codifica, soprattutto ad opera dell’entertainment statunitense, della “normalità” gay.
Telefilm (sicuramente divertenti) come Will & Grace, o programmi come Queer Eye for Straigth Guy mostrano (più che determinano) l’operazione digestiva ed assimilativa in atto.
Il modello di riferimento cultural/comportamentale del gay “perbene e simpatico vicino di casa” è sotto gli occhi di tutti, e non c’è bisogno che lo descriva.
Avevo in mente la storia (o le storie) di questo investigatore privato omosex.
Questo suo orientamento sessuale, è sempre presente, visibile e partecipe del suo lavoro. Come accade anche per Marlowe nel suo essere etero.
Di sicuro non è il Will o il Jack di W&G (oddio no! o dovrei ambientare tutte le strip all’Ikea).
Così, come già mostrato nel caso di Jeppo, butto giù delle scene. Qualcosa che mi dia il taglio drammatico della… e va bene: il mood della serie (o di quel che è). Solo che stavolta, invece di tenermele nella cartella “progetti”, ne pubblico una.
Tanto l’avvertenza in testata l’ho messa, e bon.
Se parlo di qualcosa che conosco?
Credo che l’importante sia risultare vero, più che risultare reale.
;)
Oggi c’è un nuovo Rufus, come ogni venerdì.
Dice: che c’entra?
hehehe… così, autopromozionale gratuito.M.
Tag: Canimucchi, Dal vecchio blog


Canemucca.com 2.0 è un blog coi fumetti, ma non sui fumetti. 





bravo Mak, però c’è una cosa che non ho capito bene, il fatto che gli faccia schifo. Cioè ti riferisci al fatto che lui lo fa solo per incastrarlo e quindi controvoglia? perché sennò non capisco, ma è colpa mia che sono tardo ed è anche tardi quindi il neurone gira meno…
;)
notte
Commento di manu — Settembre 6 2007 @ 22:27
@manu
Bene, una domanda vera.
Ho immaginato che non gli piacesse il retrogusto che gli rimane alla fine.
Personalmente ho ricordato diverse torbide cose da cui sono attratto per pulsione irrefrenabile e che, una volta saziata, mi lasciano combinato da far schifo (intendo materialmente, non moralmente!).
Es: io amo il pollo allo spiedo (hehehe, nessun doppio senso eh?), e lo devo mangiare alla Obelix (capì?).
Mentre lo divoro sono in estasi (sembra una cazzata ma è così, ed è proprio una cosa tattile, non solo di palato), se lo mangiassi forchetta e coltello non me lo gusterei.
Una volta finito però (ed ora viene l’assurdo) divento isterico perchè ODIO (ma “odio” ancora non rende. Mi fa proprio schifo, ecco) essere unto e appiccicoso e… insomma mi devo lavare con la striglia per cavalli! (per dire).
La tematica è un pò pesa, non si nega. Anzi, forse è il mio modo di affrontarla (influenzato tantissimo dal primo Busi) ad essere disturbante.
Come spiegavo, sono tentativi di afferrare l’inafferabile…
…e 9 su 10 salto a vuoto.
hehehe
vavè
Grazie per averla letta sul serio Manu.
;)
M.
Commento di Chris Osmoz — Settembre 7 2007 @ 04:43
@Cris, le leggo sempre sul serio.
;)
Commento di manu — Settembre 7 2007 @ 05:58
Molto bella. E molto “embrionale”, giustissimo. Quello che dici sui clichè omosessuali è vero, ci sommergono di situazioni fasulle in nome del “politicamente corretto”, e questo accade per la maggior parte dei rapporti umani. Forse perchè racchiudere qualcosa di inaccettabile in un contenitore accettabile ci rassicura.
Mi piace quando il Maryo parla del “potere”: è molto femminile quel che dice.
Commento di wallyci — Settembre 7 2007 @ 06:07
Sono d’accordo sui clichè, ma a me pare ci siano clichè per tutti e non solo per gli omosessuali, pare che tutte le serie americane che girano sulla tv (quindi tutte! grazie a Murdock che ha reso la cara TelePiù fruibile a molti, ma molto simile a Canale 5 e nel peggiore dei casi a Rete 4) sia che parlino di gay, sia che parlino di famiglie “normali” o “strane” o “allargate”, lo fanno sempre con perbenismo… questo “sta bene” e “questo non si fa”, ok ai gay solo se sono così’, ok alle mamme single solo se sono cosà, ok alle puttane solo se lo fanno colà, ok…
accapigliamoci! mi piace!
Commento di pippi — Settembre 7 2007 @ 07:16
E qui smetto di lurkare per fare il mio applauso.
Commento di Zak — Settembre 7 2007 @ 07:26
Bravo.
Sul fatto di risultare “vero” anziché “reale” firmo, sottoscrivo e mi inchino.
Commento di -harlock- — Settembre 7 2007 @ 07:45
L’ho riletto e m’è venuto da pensare una cosa.
Jeppo quando è partito sembrava una specie di Mr. Bean sfigato ed è finito in maniera così drammatica. Come minimo Bloody Maryo finirà con l’uccisione di massa degli orfani del Bangladesh!
Commento di wallyci — Settembre 7 2007 @ 08:07
approvo tutto.
Ottimo Marco.
Confesso che ad una prima lettura (ma era molto distratta) non ho colto subito l’omosessualità del protagonista. E sono ancora convinto che tu sia stato volutamente ambiguo (le stesse parole potrebbe pronunciarle anche un etero… se con un po’ di fantasia costruisci una storia diversa nella testa).
Però appunto la mia prima lettura è stata poco attenta e superficiale (non avevo neanche colto lo sfondo fallico rouge) e non ho colto subito.
Commento di Ed! — Settembre 7 2007 @ 08:12
Di sicuro la definizione di cliché sociali (e socialmente compatibili) è una necessità, similmente a come nel linguaggio si sono dovuti determinare i concetti generali di Albero, Casa, etc.
Ma di questo ne parlerebbe meglio Umberto Eco.
Fatto sta che necessità o meno le definizioni di massima le trovo brutali. Volgari.
Ottuse, lì dove io preferisco l’acuto.
E, ovviamente non riguardano solo i gay!
Pippi: io intendevo riferirmi a questa ondata abbastanza recente di “gaysmo” politicamente corretto che m’ha rotto le palle.
;)
Bè, grazie del supporto sorcini (hehehe), è stata dura decidere di pubblicarla (ehhh… è così. già, già…).
Wally: CRETINA. Magari questa comincia così e finisce a Totò e Peppino! Tsè!
M.
Commento di makkox — Settembre 7 2007 @ 08:31
I have a dream…
Un giorno riuscirò anch’io a farmi chiamare CRETINA!
…sì, ce la farò… e sarà bellissimo.
PS: hai fatto bene a pubblicarla, è proprio forte. e condivido in pieno l’orticaria verso il “gaysmo politicamente corretto”. Penso a una qualunque persona omosex, o coppia, e non riesco a immaginare come possano sentirsi rappresentati da questo “modello” fricchettone, o dalle varie spacconate tipo gay pride ecc.
Credo ci sia dietro (…ehm) qualsiasi tipo di interesse, tranne la volontà di persone qualunque di vivere semplicemente le proprie scelte… Voglio dire, fossi gay sarei la prima a incazzarmi!
Commento di Clara — Settembre 7 2007 @ 08:58
La morbosità.
la morbosità è l’angolatura narrativa che più cattura la nostra attenzione. La pubblicità tende ad edulcorarla con i lustrini e le foto in posa, i telegiornali la coltivano subdolamente, i telefilm la ridicolizzano, certa letteratura la analizza, la racconta. A mio parere, gay o etero a parte, l’aspetto morboso delle cose (anche del pollo mangiato alla Obelix), urlato o sussurrato, è il quid narrativo più forte che ci possa essere. E lo è anche nella vita “vera”.
ciao mak:-)
Commento di 24frames — Settembre 7 2007 @ 09:40
Una cosa è certa: non fanno parte del tuo modo di essere la volgarità e tanto meno l’ottusità, qualsiasi sia l’argomento.
E dall’esempio che hai pubblicato penso tu sia perfettamente in grado di creare una di quelle tue storie torcibudella assolutamente plausibili e vere, che non si scordano.
Personalmente, ci conto.
Commento di Skiribilla — Settembre 7 2007 @ 09:55
@24
morbosità, morboso, sembra (cioè non “sembra”: è proprio così) derivino dal concetto latino di “malsano”.
A me, già che alcune mie pulsioni o interessi possano essere definiti morbosi, si sposta la nervatura, perchè nel termine è presente un giudizio etico.
Ho capito il tuo commento, sono sicuro non vi fosse nessun rimprovero sotterraneo (magari quel sussurro è la mia coscienza non immacolata).
Questa mia voleva essere solo una riflessione sul termine “morboso”.
;)
M.
Commento di makkox — Settembre 7 2007 @ 09:59
E’ vero… forse pur di non essere contro, a volte si è troppo a favore.
Il difficile forse è vedere come normale, o meglio, non notare neanche il fatto di come debbano essere le inclinazioni sessuali del proprio “vicino di casa”.
Pagare e farsi rovinare le vacanze: ADESSO BASTA!
Commento di AmosGitai — Settembre 7 2007 @ 17:25
@Clara
CRETINA!
;) hai colto perfettamente il punto.
@Amos
Beh, che ognuno si faccia totalmente i cazzi suoi sviluappando un’ascetica e serena coscienza/indifferenza, è surreale (almeno per la realtà popolare in cui sono cresciuto).
Gran cosa (possibile?) sarebbe invece esprimere le proprie personali, intime valutazioni (questo è inevitabile) sul singolo e non sulle categorie.
Mi accorgo che mi sto sovrapponendo alla definizione che il dizionario dà al termine “pregiudizio”… e me fermo che il sig. Garzanti s’incazza!
;)
M.
Commento di Chris Osmoz — Settembre 7 2007 @ 17:38
Il politicamente corretto è più discriminante del razzismo, secondo il mio inutile parere. E’ discriminante chiamare chiamare gli andicappati “diversamente abili” per esempio, cioè, se sono basso e mi chiami “diversamente alto” o se sono pelato e mi chiami “diversamente pettinato” mi sento anche un po’ preso per il culo oltre che discriminato. Alla stessa maniera è discriminante fare sembrare i gay normali, anche perchè normali rispetto a cosa ? agli etero ? e perchè non il contrario allora ?
Come un etero vuole essere diverso da un gay, anche un gay vuole essere profondamente diverso da un etero, quello che vuole è non avere meno diritti sociali, è questa la vera discriminazione, non certo ricordare che fa i pompini e a chi li fa.
Bah… mi sono lasciato prendere da un discorso socioqualcosa… bello come ti sta prendendo il bianco e nero piuttosto… ah, provo le stesse senzazioni riguardo al pollo allo spiedo… forse siamo milioni… ci sarà una cura ? [-|
Commento di mmorselli — Settembre 7 2007 @ 17:38
esco dal lurko per approvare. tanto per esere franco, meno checche più gay.
Commento di the revan — Settembre 7 2007 @ 19:40
bah forse dovrei censurarmi da solo, non so…
grande lavoro col rufus!
Commento di the revan — Settembre 7 2007 @ 19:58
Maaak! ma per Natale? Per Natale Mak mi trovi uno che ci pubblica tutti? uno che fa su un bel libricino di strip cattivelle per fare gli auguri natalizi in maniera originale? guarda che manca poco? passata l’estate è subito Natale, che mica ci son più le mezze stagioni! Qui a Milano a metà settembre se entri in un centro commerciale qualsiasi ti ritrovi gli addobbi e le musichette campanellose! Pensaci Mak, tu che sei forte! Pensaci tu
Commento di Makmad — Settembre 8 2007 @ 10:00