Canemucca.com 2.0 è un blog coi fumetti, ma non sui fumetti. Deriva da una precedente esperienza, e si propone di continuare a sperimentare l'integrazione tra web e scrittura disegnata. Esiste anche uno sketchbook su Tumblr dove posto le cazzatelle che qui non trovano spazio. Se poi volete perder tempo a capire meglio 'sto blog: cerco di spiegarlo qui.
Il feed dei post(chi era feedato al precedente Canemucca, non deve far nulla) Subscribe in a reader
Occhio:
I commenti sono soggetti a moderazione. Nel senso che al primo commento che postate ovunque su canemucca.com, devo inserire personalmente il vostro indirizzo email nel database dei "Buoni". Fatto questo non avrete più 'sta rottura di palle. Purtroppo è un sistema necessario ad evitare spam e spaccimm' ;)
a parte che a me ’ste animazioni del cazzo mi fanno schiantare (ricordo anche quella del bocchino, mi pareva un po’ jacovitti coi salami); per il resto, sì e no.
cioè, leggo cose valide, alle volte geniali, in rete. e io leggo tanto, non è che leggiucchio solo i librini dei miei amichini che pubblicano a pagamento nell’editoria minore.
per esempio, uno come cubber (http://laservalaser.blogspot.com/) per me è geniale.
tu pure sei geniale, ma è anche vero che le vignette le frequento meno, magari bravoni come te se ne trovano a bizzeffe.
@petarda
io leggo e vedo un sacco di roba che mi fa ridere o pensare. ma è come dialogare o ascoltare un tizio interessante o molto divertente. cioè, tutto buono eh?
belle persone. me compreso.
solo che non vedo l’esperienza propria del laboratorio artistico.
molta risciacquatura. per fare un esempio: tantissimi scrivono con lo stesso smozzicato cinismo. con la stessa metrica da noir anni ‘30. (anche io, forse non con la stessa sintesi…hem).
o fanno le strip!
ancora con le strip stamo!?
e proviamo a smuovere un po’ sti schemi, cazzo!
vavè, ognuno faccia ciò che lo rende felice… :)
P.S.: la differenza fra te e me, in casi come questi, è che te sei in realtà meno diretto (ma più incisivo e intelligente), quindi in realtà non stai rompendo il cazzo a nessun povero cristo e nessuno ti metterà in croce per questo, chiedendoti di fare i nomi (a ben vedere se ti mettessero “in croce” diverresti tu il povero “cristo” e io dovrei smettere di leggerti… perchè son ateo. ah!) ;P
@Ed
la verità è che il 90% delle volte (e questa è una di quelle) parlo di me. Perchè è davvero difficile poter dire cos’abbia nella testa un altro, e tantomeno nel cuore, ma so cosa fa girare me.
Poi, che qualcuno ci si riconosca, in tutto o in parte, e si senta chiamato in causa, è quella miracolosa cura per l’egocentrismo e il mito dell’unicità che si sperimenta ogni volta che senti dire “E’ vero, anch’io!”.
;)
un abbraccio, che tu già sai chette voglio bene. e ti trovo interessante. e mi diverti.
Ma dove si nasconderanno mai tutti ’sti geni?
Magari tra quelli che non c’hanno l’ADSL, può essere. Pensa che sfortuna.
Nella desolata e lontana regione del Kukistan, forse. Irraggiungibile, però.
Tra le rovine indiane di Anasazi, mah.
O sotto casa. Il vicino. Il vicino, quello burbero che non saluta mai.
Insomma il mondo è grande, che vuoi vedere qui, sul web?
Che c’è il mondo intero forse sul web? No. Togliamocelo dalla testa.
Magari ci manca quel sano ottimismo che ci permette di pensare che la prossima contaminazione arriverà da dove meno ce lo si aspetta, non dal nostro feed RSS.
> ancora con le strip stamo!?
Ecco un ottimo esempio invece. Se pensi come son nate ti accorgi che son la vera rivoluzione dell’epoca moderna. Nessuno le cercava e tac son saltate fuori. Nell’imprevedibilità sta il seme dell’arte.
Skiribilla, ma tu ultimamente ce l’ hai con Makkox, vero?! Dillo dai!
Che mi viene in mente anche il commento di un po’ di tempo fa al blog di Madmac, quello sulla sceneggiatura di “Domeniche”.
No, ma vabbè, puoi anche dirmi “cazzi miei”, che non m’ offendo e c’ avresti pure ragione.
E comunque: bel lavoro come sempre, questo lo dico all’ autore del blog.
Tu SEI un genio, mak.
Son serio, c’è qualcosa di geniale nel tuo modo di esprimerti e di usare il medium. Tu hai per davvero inventato qualcosa che prima non c’era, perlomeno a livello diciamo così “strutturale”, mentre ogni vignetta tua è come vedere una diapositiva delle tue viscere.
Forse sei un genio anche perché il livello generale si è drammaticamente abbassato rispetto ai tempi d’oro (spero tu non ti offenda e capisca ciò che intendo dire, nel senso che oggi ci stanno tanti buoni professionisti ma pochissime vette) e magari nei 70-80 saresti “semplicemente” (ma quante virgolette uso, perdìo..?) stato un eccellente professionista, che voglio dire in ogni caso mica cotiche.
All’oggi, invece, te becchi der genio, e senza strofinare alcuna lampada.
Oggi faccio un giro per le edicule nordestole a vedere SE trovo blue.
Che se hai occasione magari diglielo al bianconiglio, che qua nel veneto blue è più difficile da trovare di una copia di micromega.
@Harlo
A parte i complimenti che pesano oro, hai ragione, ma di brutto, sul discorso della relatività. Il livello è da pozzanghera.
Sicuramente, in nicchie poco visibili, crescono e maturano future glorie (quelle vere, che danno direzione e lasciano il segno), ma quel che c’è alla luce, bah… è davvero misero esempio. Misero per ambizione soprattutto, non per capacità.
Mettiamogli nome come ci pare a ’sto giudizio spocchioso, ma tolta la schiuma d’invidia, il vero c’è.
:)
Sto cazzo di Blue, mi viene il dubbio che stampino 100 copie in digitale e se le spillino a mano.
(azz… mo m’inculano)
Aspé, intendiamoci mak, che non vorrei.
Nel calderone o nella pozzanghera lì mi ci metto pure io, sia chiaro. E il fatto non è tanto un problema tecnico, che i disegnatori di oggi, molti, moltissimi, anche nella pozzanghera di cui sopra, son tecnicamente dei mostri.
Parlo del pane mio: per lavorare in Bonelli oggi, per dire, devi essere GIA’ un ottimo professionista (salvo infelici eccezioni che si contano sulle dita di un dito ,forse due), devi presentarti con un livello tecnico già eccellente. C’è gente che è entrata in bonelli vent’anni fa che disegnava come disegnavo io a vent’anni (è un esempio alla cazzo, ma è per dire) mentre oggi, a fronte forse di un aumento delle possibilità (più testate, maggiori diversificazioni dei prodotti o dei target, eccetera) devi essere già ad un livello mlot alto per essere preso in considerazione. E così anche per altre realtà editoriali “pop”.
MA viò di cui parlavo nel prcedente intervento riguardava altro.
Era un discorso di pancie e di teste, non di mani.
Il mercato richiede la mia mano, non la mia pancia, n’est-pas?
MA invece è proprio quella che farebbe la differenza.
Forse.
Vabbé, son stato abbastanza criptico?
LA prossima volta mi impegno di più, promesso.
@Harlo
eppure, tutta sta realtà blogghereccia, in cui si raccontano cose di pancia e SI LEGGONO cose vere, esperienze, emozioni, dubbi. Deve sfociare da qualche parte.
E’ questione di tempo. Di tempo e di ricambio.
;)
boh, non lo so, tu alle volte sei geniale. quel link che ti ho messo nell’altro commento alle volte è geniale. anzi, mo’ ci faccio un post, sui suoi incipit. avercene.
poi cosa vuol dire, alle volte anche a leggere un libro sembra di leggere un post, anzi alle volte ci son dei post scritti meglio, alla fine non credo tanto nella peculiarità del mezzo - avessero mai trovato una maniera convincente e specifica di servirsene - ma nella bontà del contenuto.
parli di un modo di scrivere: e allora quelli che scrivono uguale identico a paolonori? son mica due o tre. e scrivono così perché gli piace. per carità, simpatico, poi son persone argute, però a me un po’ continua a imbarazzare qs cosa, mi chiedo: ma possibile che non abbiano mai avuto voglia di trovare una propria maniera originale, una cifra stilistica (?) tutta loro?
però, senza voler parlare di laboratori, uno che sperimenta e inventa parecchio (pinokkio in primis) è strelnik, altri si muovono in direzioni nuove, insomma boh.
(è che per me in fondo sperimentazione/laboratorioartistico=dupalle)
ma se fosse paolo nori che imita o copia o si ispira?
se si ha l’onestà di saperlo e la bravura di farlo, scrivere un Il mio nome è Francesca Due non è un delitto.
più delittuoso chi vorrebbe ma non può: di questo è pieno il mondo.
Commento di salve, sono pancetta — Maggio 22 2008 @ 13:14
è sparito il commento di paolo nori!
Commento di tiziano scarpa — Maggio 22 2008 @ 13:16
diceva il mio amico paolo:
e se non fossero gli altri a imitare o ispirarsi a lui, ma viceversa?
se in realtà ognuno avesse il diritto di scrivere come vuole e, se ci riesce, il piacere di far rosicare chi invece non è capace e lo accusa di imitare?
a scrivere Il mio nome è Francesca II non tutti son capaci: forse è questo il guaio. Ma chi ci prova e ha l’onestà intellettuale di dire “ci ho provato” tanto di cappello.
Commento di tiziano scarpa — Maggio 22 2008 @ 13:20
Dovrebbe essere quella roba per cui poi quelli che non vengono manco cliccati per sbaglio poi si chiedono “ma chissà cosa avrà quello lì in più di me per essere pubblicato e io no”.
C’è chi per laboratorio intende un lavoro e un’applicazione continua; c’è chi intende sperimentazione fine a se stessa. Ci son quelli che non han necessità di etichettare il proprio lavoro e le proprie attitudini come laboratorio artistico piuttosto che sperimentale.
Infine ci son quelli che, e son la maggioranza, che pensano ’sti laboratori siano solo cricca e amici degli amici e li schifano e criticano, salvo sbavare se solo han un minimo contatto con chiunque ne faccia parte.
Ma posso sbagliarmi, è una mia interpretazione generalizzata del termine stesso. Cià Petà, grazie di avermi fatto esporre il mio punto di vista.
Laboratorio per me è una cosa benedettina: ora et labora, et labora ora che son già le 6.48 e sei indietro. Ma Bonelli quello delle caffettiere? Buondì.
se in realtà ognuno avesse il diritto di scrivere come vuole e, se ci riesce, il piacere di far rosicare chi invece non è capace e lo accusa di imitare?
ma certo che ognuno scrive come diavolo gli pare. e nemmeno è da dire che sia indegno il simulare paro paro lo stile di scrittura di un autore, fino a farlo diventare proprio: son scelte.
facendo una trasposizione in pittura, mica nessuno va a dire a quelli che stanno nelle gallerie a copiare i rembrandt o i van gogh di non farlo, mi pare. tuttavia credo ci siano persone che si interrogano sul senso di tale operazione, senza esser tacciati di rosicamento come in questo caso. è che è troppo facile, quando si legge una voce fuori dal coro, parlar di rosicamenti vari.
bon, qs discussione con anonimi che non si capisce se sono uno solo o la stessa persona mi ha stufato ancora prima di iniziare (certo che il blogger sfigato, quello che non se lo fila nessuno, non può avere vie di mezzo: o è rosicone o è leccaculo! che ruoli di merda).
@aldonove, prego, de che, se ti firmavi preferivo!
(ciao carlo :))
(ah poi per me laboratorio artistico è una roba collettiva, di gente che si mette lì e crea qualcosa; anche se dopo la mostra su bacon a milano forse ho cambiato idea, quell’uomo lì era un individuo collettivo)
Non so se è un fuoritoppe (off topics), ma pensavo che per anni, essendo io un poetuccio pubblicante presso piccoli editori, ho evitato di dire/scrivere che nelle grandi collane di poesia dei grandi editori c’è un sacco di schifezze, e l’ho evitato perché pensavo che tutti avrebbero commentato sogghignando: “eheh, dice così perché lui non lo pubblicano, è invidioso e malparliero”. Oggi continuo a essere pubblicante presso piccoli editori, ma me ne frego e lo dico, che nelle grandi collane di poesia dei grandi editori è pieno di ciarpame di cattedratici e intellettuali di corte amici degli amici. Sarà che ho preso più sicurezza critica e sono “sicuro” che il ciarpame è ciarpame, e se poi qualcuno sussurra che lo dico perché rosico, cazzi suoi!
ma soprattutto: chi “cazzo” ti risponde!
Commento di rael — Maggio 12 2008 @ 15:05
Segaiolo…
;-)
Commento di Heike — Maggio 12 2008 @ 15:10
@Heike
hai colto il punto ;)))
Commento di Makkox — Maggio 12 2008 @ 15:14
a parte che a me ’ste animazioni del cazzo mi fanno schiantare (ricordo anche quella del bocchino, mi pareva un po’ jacovitti coi salami); per il resto, sì e no.
cioè, leggo cose valide, alle volte geniali, in rete. e io leggo tanto, non è che leggiucchio solo i librini dei miei amichini che pubblicano a pagamento nell’editoria minore.
per esempio, uno come cubber (http://laservalaser.blogspot.com/) per me è geniale.
tu pure sei geniale, ma è anche vero che le vignette le frequento meno, magari bravoni come te se ne trovano a bizzeffe.
(scherzo, eh)
Commento di petarda — Maggio 12 2008 @ 16:00
oh, quanto hai ragione…
Commento di Umberto — Maggio 12 2008 @ 16:10
@petarda
io leggo e vedo un sacco di roba che mi fa ridere o pensare. ma è come dialogare o ascoltare un tizio interessante o molto divertente. cioè, tutto buono eh?
belle persone. me compreso.
solo che non vedo l’esperienza propria del laboratorio artistico.
molta risciacquatura. per fare un esempio: tantissimi scrivono con lo stesso smozzicato cinismo. con la stessa metrica da noir anni ‘30. (anche io, forse non con la stessa sintesi…hem).
o fanno le strip!
ancora con le strip stamo!?
e proviamo a smuovere un po’ sti schemi, cazzo!
vavè, ognuno faccia ciò che lo rende felice… :)
Commento di Makkox — Maggio 12 2008 @ 16:33
:D
Capo, quando fai così ti amo.
P.S.: la differenza fra te e me, in casi come questi, è che te sei in realtà meno diretto (ma più incisivo e intelligente), quindi in realtà non stai rompendo il cazzo a nessun povero cristo e nessuno ti metterà in croce per questo, chiedendoti di fare i nomi (a ben vedere se ti mettessero “in croce” diverresti tu il povero “cristo” e io dovrei smettere di leggerti… perchè son ateo. ah!) ;P
Commento di Ed! — Maggio 12 2008 @ 16:55
@Ed
la verità è che il 90% delle volte (e questa è una di quelle) parlo di me. Perchè è davvero difficile poter dire cos’abbia nella testa un altro, e tantomeno nel cuore, ma so cosa fa girare me.
Poi, che qualcuno ci si riconosca, in tutto o in parte, e si senta chiamato in causa, è quella miracolosa cura per l’egocentrismo e il mito dell’unicità che si sperimenta ogni volta che senti dire “E’ vero, anch’io!”.
;)
un abbraccio, che tu già sai chette voglio bene. e ti trovo interessante. e mi diverti.
Commento di Makkox — Maggio 12 2008 @ 17:12
Ma dove si nasconderanno mai tutti ’sti geni?
Magari tra quelli che non c’hanno l’ADSL, può essere. Pensa che sfortuna.
Nella desolata e lontana regione del Kukistan, forse. Irraggiungibile, però.
Tra le rovine indiane di Anasazi, mah.
O sotto casa. Il vicino. Il vicino, quello burbero che non saluta mai.
Insomma il mondo è grande, che vuoi vedere qui, sul web?
Che c’è il mondo intero forse sul web? No. Togliamocelo dalla testa.
Magari ci manca quel sano ottimismo che ci permette di pensare che la prossima contaminazione arriverà da dove meno ce lo si aspetta, non dal nostro feed RSS.
> ancora con le strip stamo!?
Ecco un ottimo esempio invece. Se pensi come son nate ti accorgi che son la vera rivoluzione dell’epoca moderna. Nessuno le cercava e tac son saltate fuori. Nell’imprevedibilità sta il seme dell’arte.
Commento di cius — Maggio 12 2008 @ 17:45
bah?
io per me sono un Genyo.
La mi’ mamma me lo dice sempre quindi è vero.
PS
il papercazzo che fa Yeah è anch’esso Genyale.
Commento di manu — Maggio 12 2008 @ 21:13
Beh ma allora siamo a posto.
Commento di Cius — Maggio 13 2008 @ 07:17
Una di quelle volte in cui parli tanto ma non dici un ca…volo.
Ti salvi col disegnino, va là.
Commento di Skiribilla — Maggio 13 2008 @ 07:32
Onan il Burbero.
Commento di Iscariota Tersicoreo — Maggio 13 2008 @ 13:52
Meglio che lanciare sassi sull’autostrada!… Non c’entra nulla?!? …E’ perché sono un genio! ;)
Commento di Claudio — Maggio 14 2008 @ 20:36
Skiribilla, ma tu ultimamente ce l’ hai con Makkox, vero?! Dillo dai!
Che mi viene in mente anche il commento di un po’ di tempo fa al blog di Madmac, quello sulla sceneggiatura di “Domeniche”.
No, ma vabbè, puoi anche dirmi “cazzi miei”, che non m’ offendo e c’ avresti pure ragione.
E comunque: bel lavoro come sempre, questo lo dico all’ autore del blog.
Commento di ReCaliscetta — Maggio 15 2008 @ 00:00
Tu SEI un genio, mak.
Son serio, c’è qualcosa di geniale nel tuo modo di esprimerti e di usare il medium. Tu hai per davvero inventato qualcosa che prima non c’era, perlomeno a livello diciamo così “strutturale”, mentre ogni vignetta tua è come vedere una diapositiva delle tue viscere.
Forse sei un genio anche perché il livello generale si è drammaticamente abbassato rispetto ai tempi d’oro (spero tu non ti offenda e capisca ciò che intendo dire, nel senso che oggi ci stanno tanti buoni professionisti ma pochissime vette) e magari nei 70-80 saresti “semplicemente” (ma quante virgolette uso, perdìo..?) stato un eccellente professionista, che voglio dire in ogni caso mica cotiche.
All’oggi, invece, te becchi der genio, e senza strofinare alcuna lampada.
Oggi faccio un giro per le edicule nordestole a vedere SE trovo blue.
Che se hai occasione magari diglielo al bianconiglio, che qua nel veneto blue è più difficile da trovare di una copia di micromega.
Commento di Harlock — Maggio 19 2008 @ 09:52
@Harlo
A parte i complimenti che pesano oro, hai ragione, ma di brutto, sul discorso della relatività. Il livello è da pozzanghera.
Sicuramente, in nicchie poco visibili, crescono e maturano future glorie (quelle vere, che danno direzione e lasciano il segno), ma quel che c’è alla luce, bah… è davvero misero esempio. Misero per ambizione soprattutto, non per capacità.
Mettiamogli nome come ci pare a ’sto giudizio spocchioso, ma tolta la schiuma d’invidia, il vero c’è.
:)
Sto cazzo di Blue, mi viene il dubbio che stampino 100 copie in digitale e se le spillino a mano.
(azz… mo m’inculano)
Commento di Makkox — Maggio 19 2008 @ 10:09
Aspé, intendiamoci mak, che non vorrei.
Nel calderone o nella pozzanghera lì mi ci metto pure io, sia chiaro. E il fatto non è tanto un problema tecnico, che i disegnatori di oggi, molti, moltissimi, anche nella pozzanghera di cui sopra, son tecnicamente dei mostri.
Parlo del pane mio: per lavorare in Bonelli oggi, per dire, devi essere GIA’ un ottimo professionista (salvo infelici eccezioni che si contano sulle dita di un dito ,forse due), devi presentarti con un livello tecnico già eccellente. C’è gente che è entrata in bonelli vent’anni fa che disegnava come disegnavo io a vent’anni (è un esempio alla cazzo, ma è per dire) mentre oggi, a fronte forse di un aumento delle possibilità (più testate, maggiori diversificazioni dei prodotti o dei target, eccetera) devi essere già ad un livello mlot alto per essere preso in considerazione. E così anche per altre realtà editoriali “pop”.
MA viò di cui parlavo nel prcedente intervento riguardava altro.
Era un discorso di pancie e di teste, non di mani.
Il mercato richiede la mia mano, non la mia pancia, n’est-pas?
MA invece è proprio quella che farebbe la differenza.
Forse.
Vabbé, son stato abbastanza criptico?
LA prossima volta mi impegno di più, promesso.
Commento di Harlock — Maggio 19 2008 @ 10:33
@Harlo
eppure, tutta sta realtà blogghereccia, in cui si raccontano cose di pancia e SI LEGGONO cose vere, esperienze, emozioni, dubbi. Deve sfociare da qualche parte.
E’ questione di tempo. Di tempo e di ricambio.
;)
Commento di Makkox — Maggio 20 2008 @ 09:25
boh, non lo so, tu alle volte sei geniale. quel link che ti ho messo nell’altro commento alle volte è geniale. anzi, mo’ ci faccio un post, sui suoi incipit. avercene.
poi cosa vuol dire, alle volte anche a leggere un libro sembra di leggere un post, anzi alle volte ci son dei post scritti meglio, alla fine non credo tanto nella peculiarità del mezzo - avessero mai trovato una maniera convincente e specifica di servirsene - ma nella bontà del contenuto.
parli di un modo di scrivere: e allora quelli che scrivono uguale identico a paolonori? son mica due o tre. e scrivono così perché gli piace. per carità, simpatico, poi son persone argute, però a me un po’ continua a imbarazzare qs cosa, mi chiedo: ma possibile che non abbiano mai avuto voglia di trovare una propria maniera originale, una cifra stilistica (?) tutta loro?
però, senza voler parlare di laboratori, uno che sperimenta e inventa parecchio (pinokkio in primis) è strelnik, altri si muovono in direzioni nuove, insomma boh.
(è che per me in fondo sperimentazione/laboratorioartistico=dupalle)
Commento di petarda — Maggio 22 2008 @ 09:35
ma se fosse paolo nori che imita o copia o si ispira?
se si ha l’onestà di saperlo e la bravura di farlo, scrivere un Il mio nome è Francesca Due non è un delitto.
più delittuoso chi vorrebbe ma non può: di questo è pieno il mondo.
Commento di salve, sono pancetta — Maggio 22 2008 @ 13:14
è sparito il commento di paolo nori!
Commento di tiziano scarpa — Maggio 22 2008 @ 13:16
diceva il mio amico paolo:
e se non fossero gli altri a imitare o ispirarsi a lui, ma viceversa?
se in realtà ognuno avesse il diritto di scrivere come vuole e, se ci riesce, il piacere di far rosicare chi invece non è capace e lo accusa di imitare?
a scrivere Il mio nome è Francesca II non tutti son capaci: forse è questo il guaio. Ma chi ci prova e ha l’onestà intellettuale di dire “ci ho provato” tanto di cappello.
Commento di tiziano scarpa — Maggio 22 2008 @ 13:20
ma che è tutto ’sto laboratorio artistico?
Commento di petarda — Maggio 26 2008 @ 08:40
Dovrebbe essere quella roba per cui poi quelli che non vengono manco cliccati per sbaglio poi si chiedono “ma chissà cosa avrà quello lì in più di me per essere pubblicato e io no”.
C’è chi per laboratorio intende un lavoro e un’applicazione continua; c’è chi intende sperimentazione fine a se stessa. Ci son quelli che non han necessità di etichettare il proprio lavoro e le proprie attitudini come laboratorio artistico piuttosto che sperimentale.
Infine ci son quelli che, e son la maggioranza, che pensano ’sti laboratori siano solo cricca e amici degli amici e li schifano e criticano, salvo sbavare se solo han un minimo contatto con chiunque ne faccia parte.
Ma posso sbagliarmi, è una mia interpretazione generalizzata del termine stesso. Cià Petà, grazie di avermi fatto esporre il mio punto di vista.
Commento di aldonove — Maggio 26 2008 @ 12:47
Laboratorio per me è una cosa benedettina: ora et labora, et labora ora che son già le 6.48 e sei indietro. Ma Bonelli quello delle caffettiere? Buondì.
Commento di Carlo — Maggio 28 2008 @ 05:47
se in realtà ognuno avesse il diritto di scrivere come vuole e, se ci riesce, il piacere di far rosicare chi invece non è capace e lo accusa di imitare?
ma certo che ognuno scrive come diavolo gli pare. e nemmeno è da dire che sia indegno il simulare paro paro lo stile di scrittura di un autore, fino a farlo diventare proprio: son scelte.
facendo una trasposizione in pittura, mica nessuno va a dire a quelli che stanno nelle gallerie a copiare i rembrandt o i van gogh di non farlo, mi pare. tuttavia credo ci siano persone che si interrogano sul senso di tale operazione, senza esser tacciati di rosicamento come in questo caso. è che è troppo facile, quando si legge una voce fuori dal coro, parlar di rosicamenti vari.
bon, qs discussione con anonimi che non si capisce se sono uno solo o la stessa persona mi ha stufato ancora prima di iniziare (certo che il blogger sfigato, quello che non se lo fila nessuno, non può avere vie di mezzo: o è rosicone o è leccaculo! che ruoli di merda).
@aldonove, prego, de che, se ti firmavi preferivo!
(ciao carlo :))
(ah poi per me laboratorio artistico è una roba collettiva, di gente che si mette lì e crea qualcosa; anche se dopo la mostra su bacon a milano forse ho cambiato idea, quell’uomo lì era un individuo collettivo)
Commento di petarda — Maggio 28 2008 @ 10:02
Non so se è un fuoritoppe (off topics), ma pensavo che per anni, essendo io un poetuccio pubblicante presso piccoli editori, ho evitato di dire/scrivere che nelle grandi collane di poesia dei grandi editori c’è un sacco di schifezze, e l’ho evitato perché pensavo che tutti avrebbero commentato sogghignando: “eheh, dice così perché lui non lo pubblicano, è invidioso e malparliero”. Oggi continuo a essere pubblicante presso piccoli editori, ma me ne frego e lo dico, che nelle grandi collane di poesia dei grandi editori è pieno di ciarpame di cattedratici e intellettuali di corte amici degli amici. Sarà che ho preso più sicurezza critica e sono “sicuro” che il ciarpame è ciarpame, e se poi qualcuno sussurra che lo dico perché rosico, cazzi suoi!
(Ciao Petarda!)
Commento di Carlo — Maggio 28 2008 @ 10:54
ma andate a lavorare
Commento di niccolò ammaniti — Maggio 29 2008 @ 17:20