Fly di Chris Osmoz
Gennaio 2nd, 2008
Perchè utilizzare uno pseudonimo per firmare un prodotto (opera o quel che è), nel mio caso una strip?
Intuibile per chi mi conosce: Makkox (parlo di quella sfaccettatura di me che firma canemucca) è fortemente caratterizzato dalla rottura (battuta facile) del canone.
Prendo i dolci paperi della nostra (mia) infanzia fumettistica e li getto in una raltà cinica e bara.
Elimino i riquadri delle vignette, elimino i balloons, i miei personaggi a volte si rivolgono a chi legge, e tante altre piccole debordanze.
Prese una ad una non sono novità, non è questo il punto, ma nell’insieme, caratterizzano.
Un “lettore” (fatico a chiamarlo così) si aspetta un sound ben preciso dalla sigla “Mak”, e me l’aspetto anch’io quando indosso quella maschera.
Ora, questo stesso *ragazzo*, adora le strip classiche. Tipo BC di Johnny Hart per intenderci (del quale è più che fan: è adoratore).
Diventa chiara la necessità di uno pseudonimo per produrre qualcosa in questa misura, in questo registro. No?
Chris Osmoz mi suonava abbastanza nordicamente esotico. Algido, pulito, stilizzato. Proprio quel che avevo in mente.
E, Chris disegnerà di mosche: uno smaccato omaggio alle formiche di BC.

Così comincia Fly (la prima su canemucca), ed evolve velocemente in un suo blog.
Come ad una strip succederebbe nell’arco di anni, Fly invece modifica la sua forma nel giro di settimane (occorre leggere la strip per capire cosa intendo).
Riscuote anche un discreto gradimento dagli appassionati del genere. Poi, dopo una pausa ed un ultimo colpo di coda, si esaurisce la mia spinta creativa. O meglio, quella di Chris.
Oggi so che nulla è definitivo, quindi considero Fly in stand-by. O è solo una scappatoia mentale, boh, quien sabe?
Tutte le strip di Fly le trovate qui.
Ora però ne voglio riproporre una, scelta tra quelle che più mi piacciono, solo per dare un idea.
(Questa mi fruttò l’ambitissimo link su Balloons, cosa di cui vado, ancora adesso, oltremisura orgoglioso)

La questione The Rufus Cut

In conclusione c’è un piccolo siparietto: nel mio piccolo gioco di travestismo, inserii il personaggio di Rufus all’interno (o meglio all’esterno) della strip (lo citavo nei commenti ogni tanto, o nel testo dei post).
Rufus era (è) una mosca, che in un primo tempo scrive le strip, mentre Chris le disegna.
In seguito diviene regista del set su cui viene girata la strip Fly (!!!).
Questo backstage diviene una strip a sua volta (una piccola tavola settimanale in effetti) The Rufus Cut, che trova asilo nel blog Balloons. Una delle cose più divertenti che abbia realizzato, a mio parere.
Anch’essa di vita breve ma intensa.
Nessun rimpianto, solo bellissimi ricordi.
Spendo qualche parola in più su Rufus qui.
Chris (Mak) Marco
Tag: Dal vecchio blog


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